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 IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANNA 
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
Un altro colpaccio

:wav: GRANDE ADMIN :wav:

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ghe voeuren i garun

12 settembre 1993 - 20 maggio 2012 - One Love




gio mag 12, 2011 6:47 pm
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
Mi viene in mente l'ultima canzone di Vasco...

"E sono ancora qua....eh già " :lol: :lol:

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Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Vivi come credi. Fai cosa ti dice il cuore…ciò che vuoi…. una vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali. Canta, ridi, balla, ama….e vivi intensamente ogni momento della tua vita…. Prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi. (Charlie Chaplin)




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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
Complimenti per l'ottimo reportage in questione..... :sunny: Prosegui così... :!:
Saluti.


gio mag 12, 2011 8:41 pm
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
eh Paolino te ne se inventata un' altra delle tue? Sarà mica rai3???????????

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giuseppe cozzi

Di sicuro ci sarà sempre chi guarderà solo alla tecnica e si chiederà 'come', mentre altri di natura più curiosa si chiederanno 'perche'
Man Ray




gio mag 12, 2011 10:41 pm
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
Eh no ...lo sai che con il digitale terrestre sono diventate 4....quindi le ho chiamate tutte... :D :D :D

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ven mag 13, 2011 5:24 am
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
:bravo: Bene! Bravo Bis! Ora l'attesa!

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...Oggi l'uomo che dice la menzogna è portato in trionfo. Mentre colui che dice la verità avrebbe bisogno di una guardia del corpo.
Ma non ne trova.
(Berthold Brecht-Poesie di Svendborg-1933)




ven mag 13, 2011 1:58 pm
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
RELAZIONE DEL CONSIGLIO PER L’ESERCIZIO 1935

Il Villaggio Alpino. - Anche per il 15° Esercizio i risultati di questa nostra Colonia Alpina possono essere ritenuti soddisfacenti. Le quote dei Soci Patroni sono aumentate di 3, ossia sono complessivamente in numero di 154 per Lire 770.000. Le quote dei Soci Fondatori sono aumentate di 9, per l’importo di L. 900.
Vennero introitate L. 46.263,40 per contributi destinati alla Gestione Estiva e L. 13.953,70 per contributi destinati alla Gestione Invernale, nonchè L. 43.600 per interessi sull’ammontare delle quote dei Soci Patroni. Tra le entrate più cospicue notiamo quelle di L. 13.368 del comm. Umberto Grioni; di L. 8.000 del defunto cav. Giulio Pandini; di L. 10.000 della Banca Commerciale Italiana; di L. 8.000 della Cassa di Risparmio di Milano; di L. 10.334 versate da persone, Ditte e Comitati patrocinatori di bambini poveri.
Le spese per la Gestione Estiva ammontarono a L. 56.496,10 e quelle per la Gestione Invernale a L. 47.571,09; complessivamente le spese ammontarono a L. 104.067,19. Poichè i fanciulli ospitati nella stagione estiva furono in numero di 290 per 8592 giornate e nella stagione invernale furono in numero di 60 per 5509 giornate si ha una spesa media per giornata e per fanciullo di L. 6,57 per l’estate e di L. 8,63 per l’inverno: ossia di L. 7,38 per le due stagioni riunite, in confronto di L. 6,96 spesa media dell’Esercizio 1934.
Anche per il 1935 siamo debitori della più viva riconoscenza alle egregie persone che hanno dedicato una parte non indifferente del loro tempo alla sorveglianza e al funzionamento della Colonia, con alto spirito di abnegazione e con vantaggio grandissimo del benessere fisico e spirituale dei nostri piccoli ospiti.
Purtroppo l’anno 1935 fu un anno di lutto per la nostra Colonia; oltre al Presidente del Touring, prof. Giovanni Bognetti, il Villaggio ha dovuto lamentare la perdita del cav. Giulio Pandini, il munifico donatore della Villa eretta alla memoria del figlio suo Mario, caduto a Quota 144 del Carso, e dell’ing. Giuseppe Sichirollo, che del Villaggio si era assunta la sorveglianza tecnica e nel quale già aveva impressi i segni della sua genialità professionale.
Anche fra i componenti il Consiglio del Touring si sono avuti due dolorosissimi lutti: i colleghi tanto amati comm. Alfredo Zaffaroni e ing. comm. Francesco Sansoni ci hanno lasciato per sempre: ricordiamo la loro opera con vivissima riconoscenza e con profondo rimpianto.

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Tratto da "Le Vie d'Italia", maggio 1936

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ghe voeuren i garun

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sab mag 14, 2011 9:16 pm
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
Per il nostro Villaggio Alpino.

Continuano le offerte che dimostrano l’interessamento e la simpatia dei Soci e Amici del Sodalizio per questa nostra opera buona a sollievo dell’infanzia povera e gracile. Notiamo, fra le più importanti pervenute in questi ultimi tempi, le seguenti: L. 5000, quale quota di Socio Patrono, versate dal nostro Vice Presidente, ing. comm. Mario Bertarelli e dalla Sorella Signorina Ernestina in memoria della Mamma, Signora Elvira Bertarelli Dell’Oro; L. 2000 versate dalla Signora Anna Conti Pandini e L. 1000 dal Signor Edoardo Pandini in memoria del loro Padre cav. Giulio Pandini, pur esso munifico benefattore del nostro Villaggio; L. 775 offerte dai partecipanti al Campeggio in Val Salarno e alla recentissima escursione in Ungheria; L. 200 versate dal rag. Franco Vitali, che appartiene alla schiera degli amici fedeli e devoti della nostra Colonia; L. 100 versate dal signor Maurilio Boratto di Alessandria, in memoria della Signora Bertarelli Dell’Oro, Madre del nostro Vice Presidente.

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Tratto da "Le Vie d'Italia", ottobre 1936

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dom mag 15, 2011 11:24 am
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
Un altro grave lutto ha colpito il nostro Vice Presidente ing. comm. Mario Bertarelli e le Famiglie Bertarelli, già così duramente provate dalla sventura nel corso del 1936.
Nella sera di Natale il rag. Marco Bertarelli, valoroso capitano degli Alpini in guerra e alacre collaboratore dell’industria legata al nome dei Bertarelli, si è spento a soli 51 anni.
Ancora una volta il nostro Sodalizio si stringe intorno alle Famiglie Bertarelli per dir Loro tutta la sua commossa partecipazione al Loro dolore: particolarmente diciamo le parole della simpatia più viva e della più aderente solidarietà nel dolore al dottor Guido Bertarelli, fratello dell’Estinto, nostro antico amico e collaboratore. Vice Presidente della Sezione di Milano del C. A. I., legato a noi dal quotidiano e grandioso lavoro di quella Guida dei Monti d’italia, che sarà motivo certo di nuova gloria per gli Istituti da cui fu promossa e che ha in Lui uno dei più fervidi animatori.
Ma un sentimento di gratitudine si unisce a quello del profondo cordoglio per rivolgersi ai signori Maria Allegri in Ruggeri, Enrico e Anna Allegri, congiunti a Marco Bertarelli da stretti vincoli di parentela, i quali vollero onorare la memoria dell’Estinto elargendo la somma di Lire 15.000 a favore del Villaggio Alpino del Touring.
Far del bene nel nome dello Scomparso: così la Vita trae origine dalla Morte, perpetuandone il pio ricordo nell’anima dei beneficati.

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Tratto da "Le Vie d'Italia", febbraio 1937

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dom mag 15, 2011 11:04 pm
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
La “Guida breve” e una lettera che non ha bisogno di commento.

[...]

Questa lettera sarà conservata come un prezioso ricordo nei nostri archivi. Ci spiace di non poter render noto, insieme con l’offerta, anche il nome dell’Offerente, la quale, insistendo nel voler conservare l’anonimo e ringraziandoci dell’omaggio fattole del volume che raccoglie gli scritti di L. V. Bertarelli, in altra lettera ci scriveva:
«Io, che sono tutta penetrata della bellezza della parola del Vangelo, e che vorrei degnamente viverla, trovo che, non solo nell’ordine soprannaturale è vera la promessa che si fa agli uomini del cento per uno sulle loro opere di bene, ma che, anche a questo mondo, vien fatta, talvolta, dai buoni, questa larga estimazione. Ora, nel volume degli scritti del Bertarelli che il Touring mi offre, mi vedo io stessa beneficiata del cento per uno. Mi accorgo di avere risposto con una certa freddezza all’annunzio di questo loro omaggio: non avevo una idea esatta di che si trattava. Ora mi trovo in possesso di un libro prezioso, che vorrei essere in grado di comprendere e di apprezzare in tutto il suo valore, valore artistico, valore spirituale di pensiero e di anima, valore intrinseco di documenti preziosi di vita e di lavoro, che si accrescerà nel tempo, perchè il tempo impreziosisce l’opera dell’uomo. Grazie dall’intimo del cuore del gentile pensiero e cordiale dono, che terrò molto caro».
Questa lettera era accompagnata da una nuova offerta di lire trecento a favore del Villaggio Alpino del Touring.
Ripetiamo, ci spiace di non poter stampare il nome di una così eletta Amica del nostro Sodalizio, ma non possiamo esimerci dal renderne pubbliche le espressioni nobilissime. Resti la memoria del gesto, che supera di gran lunga il suo valore materiale, a significare l’espressione collettiva di uno stato d’animo che ci auguriamo comune alla nostra grande famiglia.

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Tratto da "Le Vie d'Italia", marzo 1937

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dom mag 15, 2011 11:11 pm
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
RELAZIONE DEL CONSIGLIO PER L’ESERCIZIO 1936

Il Villaggio Alpino. Anche per il XV esercizio i risultati di questa nostra Colonia Alpina possono considerarsi soddisfacenti. Le quote dei Soci Patroni sono aumentate di 2, salendo complessivamente a 156, per L. 780,000. Le quote dei Soci Fondatori sono aumentate di 9, per l’importo di L. 900.
Furono introitate L. 54.032,35 per contributi destinati alla gestione estiva e invernale, nonchè L. 56.000 per interessi sull’ammontare delle quote dei Soci Patroni. Fra le entrate più cospicue notiamo quelle di L. 4.000 della Famiglia Pandini; di L. 10.000 della Banca Commerciale Italiana, di L. 8.000 della Cassa di Risparmio di Milano; di L. 22.250,70 versate da persone, Ditte e Comitati patrocinatori di bambini poveri. Vennero inoltre offerte L. 10.000 dai signori Arnaldo e Dora Fontana Roux, per onorare la memoria della Madre, morta nell’anno, benemerita anch’essa del Villaggio.
Le spese per la gestione estiva ammontarono a L. 62.691 e quelle per la gestione invernale a L. 50.243,60. Poichè i fanciulli ospitati nella stagione estiva furono 289 per 8766 giornate e nella stagione invernale 60 per 5460 giornate, si ha una spesa media per giornata e per fanciullo di L. 7,15 per l’estate e di L. 9,20 per l’inverno, ossia L. 7,94 come media per le due stagioni, in confronto di L. 7,38, media dell’esercizio 1935.
Anche per il 1936 siamo debitori della più viva riconoscenza alle egregie persone che hanno dedicato una parte non indifferente del loro tempo alla sorveglianza e al funzionamento della Colonia, con alto spirito di abnegazione e con vantaggio grandissimo del benessere fisico e spirituale dei nostri piccoli ospiti.
La morte del dottor Marco De Marchi, Consigliere del Sodalizio e insigne, munifico nostro benefattore, al quale già era stato dedicato il grande piazzale centrale del Villaggio, ci ha privato di un Amico prezioso. L’assegnazione di lire duecentomila, che la sua diletta Consorte, interpretandone la volontà, ha donato al Villaggio perchè aumentasse il numero dei suoi piccoli ospiti, consentirà la creazione di una nuova villetta, che porterà i nomi di Rosa e Marco De Marchi, uniti ancora una volta in questa Opera di bene, come sempre lo furono in ogni iniziativa che fiorisse dal cuore buono e generoso del Defunto.

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Tratto da "Le Vie d'Italia", maggio 1937

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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
Immagini presenti nell'articolo in memoria di Federico Johnson (29 aprile 1855 - 7 maggio 1937)

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Immagine 3.jpg [ 377.86 KiB | Osservato 3242 volte ]


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Tratto da "Le Vie d'Italia", giugno 1937

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lun mag 16, 2011 1:45 pm
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
Molto interessanti...grazie, oggi ne ho scoperta un'altra...pare che vent'anni fa sia stato scritto un libro sul villaggio....la signora con cui ho parlato spera di trovarlo per farmelo vedere

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lun mag 16, 2011 5:09 pm
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
DEMOGRAFIA E CLASSI MEDIE

PROVVIDENZE DEL REGIME PER I FIGLI DEL POPOLO


Anche a un cittadino qualunque può essere concesso di interloquire in un problema tanto annoso, quale è quello demografico, che occupa e preoccupa uomini di Governo, che è seguìto con appassionato interesse dalla Chiesa, che suscita provvedimenti legislativi e indirizzi sociali... Perchè se nella sua enunciazione di principio il fenomeno è grandioso, ne siamo noi gli attori, noi, uomini e donne di carne ed ossa. Sia dunque lecito esporre esperienze vissute. Voglio trattare di «demografia e classi medie», ma quel che dirò interessa enormemente anche le classi umili. Prima di entrare nel vivo dell’argomento, vi prego di seguirmi in alcune esemplificazioni di fatti osservati.

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Ho un bambino ammalato: non compiangetemi troppo. Nulla di grave, mi assicura il medico, ma è un affare lungo. Se voglio stringere i tempi, ecco la ricetta: mare d’inverno, montagna d’estate. E sia, andiamo al mare. Siamo a novembre: si scrive a destra e a sinistra, si combina, e comincia la cura d’aria. Da buon papà, faccio volontieri la spola a fine settimana. C’è molta gente in Riviera, e anche i bambini sono assai numerosi. E vi rivedo tante conoscenze! Chi in albergo, molti in appartamenti d’affitto, che si direbbero altrettante succursali delle abitazioni milanesi. Una signora ha condotto al mare un bambinello linfatico per risparmiargli l’inverno nel clima di Milano: una bronco-polmonite v’è già stata, si vorrebbero evitare ricadute. Ma quanti sacrifici, povera mamma, e che cruccio continuo a star separata dal resto della famiglia! Però nemmeno il mare garantisce l’immunità assoluta. Il bambino si ammala d’influenza, poi di una forma esantematica. Fuori del proprio ambiente, le cose si complicano: medico nuovo, casa nuova, manca l’aiuto degli altri familiari...
Ed ecco un’altra signora, con una bambinetta gracile. Tutti i giorni la si trova, press’a poco allo stesso posto, nel parco. Attaccar discorso e far conoscenza è facile. Anche qui niente di veramente grave: un’orticaria ostinata, contro la quale occorre aria libera e sole, quando c’è. La signora è ancora giovane, ma un poco avvizzita, con una cera triste, se pur rassegnata. Ha trovato una camera con cucina: prepara i pasti da sè. Rimarrà qui quattro o cinque mesi. Il marito se ne deve stare a Milano. A proposito, oggi è sabato: verrà? Non ha scritto: forse avrà troppo da fare... La bambina gioca spensierata. Sono io, invece, che divento pensieroso. Diamine! Quanto sciupìo di energie preziose! Speriamo almeno che l’unione sia salda!
Mia moglie mi racconta che ha trovato qui la tale, bella signora della ricca borghesia lombarda: anch’essa ha una bambina gracile e bisognosa di clima mite. Ma le è capitata una brutta vicenda. Dopo aver organizzato la casa succursale, ha saputo che vi era morta da poco una signora, di tubercolosi. Uno spavento! Fuga immediata e ricerca di un altro asilo, nel quale la sistemazione si curerà meglio che si può, con una persona fidata; e la mamma farà la spola!
Tutto questo piccolo mondo, assorto in una nobilissima missione, ma angustiato da difficoltà e preoccupazioni, mi fa riflettere. Ho il chiodo fisso dello sforzo immenso compiuto da queste mamme, del logorio a cui sono soggetti i loro poveri nervi. Penso al Duce e alla campagna demografica e mi invade un’ombra di scetticismo. In tale situazione, queste madri sono schiacciate dal peso di due o tre figlioli! Non so come, penso, per analogia, ai grandi organizzatori dell’industria. Diamine! Gli Agnelli, i Pirelli, i Donegani potrebbero consentire che la loro produzione si svolgesse in condizioni simili?
Proseguiamo. I miei impegni mi portano un giorno in provincia. Vado a far colazione in una trattoria che mi è nota. Brava gente, che rivedo volentieri, «E i figlioli?» — «Bene, per fortuna! Anzi, si aspetta il quarto». — «Rallegramenti! Ma ve n’era uno affetto da eczema?». La mamma sorride: «Guarito!»: poi si fa seria e mi dice in confidenza: «Mi ha suggerito i rimedi una persona amica: ma sapesse quanto mi è costato! Due anni in cura da un grande specialista — 50 lire per visita! — e viaggi di andata e ritorno e medicine e speranze deluse». Poi si rasserena guardando il ragazzo. «Ma che fatica — mi dice — tirar su grandi questi figlioli!».

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Altre idee mi frullano per il capo. Voglio approfondirne due.
Prima idea: mi reco all’Ufficio Svizzero del Turismo e chiedo informazioni su Scuole e Istituti svizzeri per bambini, giovanetti e studenti. Immediatamente sono appagato. Che materiale grandioso! In pochi minuti mi forniscono un centinaio di stampati in italiano, in francese, in inglese, in tedesco, presentati nella forma più suggestiva con magnifiche illustrazioni. Si va dagli asili infantili alle scuole fröbeliane, e su su fino ai Corsi Universitari. Compaiono i nomi dei più famosi centri della Svizzera: dappertutto incanto di boschi, montagne pittoresche, vita all’aperto d’inverno e d’estate, piscine, ginnastica di tutti i generi, tennis, foot-ball, ecc. In ogni opuscolo lo sforzo di mettere in evidenza il meglio che si può fare per l’educazione fisica, per quella morale e spirituale, per la cultura degli ospiti. Il clima viene considerato nei suoi diversi elementi: sole, altitudine, temperatura, umidità dell’aria e così via; l’assistenza medica è garantita costante; si seguono regimi speciali; l’igiene è meticolosa. Per taluni individui si dimostra che è necessaria l’altitudine, per altri si offrono le rive dei laghi, le stazioni prealpine, le località che godono di maggior insolazione, al riparo dei venti. Fra 200 e 2000 m. di altitudine vi sono ovunque case per bambini e per giovinetti, in Isvizzera. E’ un inventario stupendo: presenterà anch’esso i suoi inconvenienti; richiederà spese notevoli, ma quanti farebbero dei sacrifici per mettere i loro figlioli in condizione di poter coltivare gli esercizi fisici e contemporaneamente di seguire gli studi con maggior profitto per le migliorate condizioni di salute! E da noi? Esistono ospedali veri e propri, specialmente al mare; ma non vi è nulla, o quasi, di quel tipo di Istituzioni svizzere a cui ho accennato, e che hanno pure contribuito enormemente alla rinomanza di quel piccolo paese amico e al suo movimento turistico. L’inventario di quel che esiste da noi è presto fatto: quattro o cinque case adatte ad accogliere bambini della borghesia, e nulla più.
Colmare questa stridente lacuna mi sembra un elemento essenziale nella propaganda demografica.
Seconda idea. Vado a trovare il comm. Mario Tedeschi, l’animatore del Villaggio Alpino del Touring Club Italiano. Lo trovo più che mai pieno di fervore. Il compianto dottor Marco De Marchi ha lasciato all’Istituzione 200.000 lire per una nuova villetta: i lavori sono in pieno sviluppo.

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Lo interrogo sui risultati ottenuti durante il periodo invernale. Brillantissimi, come sempre. Si sono ospitati 60 bambini dai primi di gennaio ai primi di aprile, bambini scelti col più grande rigore (ma quante domande si devono forzatamente respingere!) tra le famiglie veramente indigenti, dal Capo di tutti i servizi di assistenza sanitaria del Comune di Milano, il dottor Alfredo Albertini. Risultati eccezionali: aumento medio di peso, kg. 4-4,5, con punte anche di 7 kg., in un periodo così breve. La forza, valutata al dinamometro, è, come minimo, raddoppiata; la capacità polmonare, misurata con lo spirometro, ha avuto, sempre come media, un terzo abbondante di aumento. I bambini non perdono l’anno scolastico. Vi è una Scuola «Donazione Serina» e vi si impartiscono i corsi dalla seconda alla quinta elementare. Un grande benemerito delle Scuole primarie, il prof. Angelo Sichirollo, sorveglia con intenso amore l’andamento degli studi. Pochissime maestre fanno tutto il resto, ed anche i risultati scolastici sono brillantissimi. Nel decennio la media dei promossi è stata del 95 %.

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Qui vedo, finalmente, un’organizzazione che mi soddisfa. Non è affatto un ospedale: il medico fa una ispezione una volta la settimana, il sabato sale un’infermiera per la cura della parte igienica, generale e individuale. Si è proprio raggiunto l’ideale degli economisti: massimo risultato col minimo mezzo. Vi è anche un ospedaletto per l’eventuale isolamento, ma fortunatamente in dieci anni non ha mai funzionato.
Gli ambienti sono quelli normali estivi (in estate si arriva però ad ospitare complessivamente 300 bambini), opportunamente riscaldati in inverno, con in più la scuola in azione.

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Ma questa organizzazione è rivolta, come è giusto, ai più poveri. E per le classi medie? Ritenere che il singolo, sia pur provvisto di mezzi, possa per conto proprio risolvere razionalmente le difficoltà che gli si presentano quando qualcuno dei suoi figli abbia bisogno di cure climatiche, magari per qualche anno, è grosso errore.
I nostri nonni — lo si sa e lo si sente ripetere continuamente — arrivavano ad avere una dozzina, e più, di figlioli. Vi erano, senza dubbio, allora tanti elementi favorevoli; ma bisogna pur ricordare che vi erano anche altre risorse. Diffusissimo l’allattamento mercenario fuori di casa; diffuso il costume di mandare i figli in Collegio e per parecchi anni. Oggi, questo non deve più avvenire se non in casi eccezionali; siamo d’accordo. Ma allora mi par che valga la pena di esaminare se queste mamme del giorno d’oggi non vengano sottoposte a un travaglio talvolta superiore alle loro forze e a una distruzione di energie preziose alla maternità — come ho tentato di dimostrare più sopra. L’allevamento del bambino ha subìto una evoluzione profonda, e si deve molto alle buone madri se la mortalità infantile è diminuita e se creature che un tempo sarebbero vissute miseramente, oggi, grazie a cure metodiche ed intelligenti, si trasformano gradatamente in individui normali.

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Ora, se si tende alla «produzione in grande», non si dimentichi che in ogni famiglia qualcheduno tra i figliuoli può aver bisogno di cure. E allora molto facilmente gli ammalati diventano due: il bambino e la mamma... Quanti ettolitri di ricostituenti e quanti milioni di fialette per iniezioni allo scopo di rimetterli un poco in sesto!... E con quale risultato? In molti casi il sovraccarico e il logorio sono tali che l’attitudine a un maggior numero di figli scompare. Allora la battaglia demografica segna, purtroppo, il passo.
Quali i rimedi? Difficilissimo dirlo, siamo d’accordo. Ma io vorrei che la materia venisse un po’ studiata per trovare i possibili provvedimenti. Gli organi del Regime, che attraverso le loro formazioni periferiche possono avere notizie precise sulla composizione delle famiglie di tutti i propri aderenti, dovrebbero accertare anche per le classi medie quali sono le famiglie che hanno figli bisognosi di cure. E allora si potrà trarne norma se convenga creare, o no, istituzioni adeguate. Non si potrà seguire, evidentemente, l’esempio della Svizzera, dove esiste una tradizione diversa e dove tutto, o quasi, è affidato all’iniziativa privata (ma questo sta a dimostrare che imprese del genere si sostengono da sè e possono essere anche redditizie). Noi dobbiamo marciare con un ritmo accelerato, essendo costretti a partire da altre basi; è indispensabile quindi l’intervento degli Enti di carattere politico e pubblico.

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E’ da prevedere che l’indagine dimostrerà esaurientemente che nel complesso della popolazione scolastica vi sono non centinaia, ma migliaia di bambini che dovrebbero continuare i loro studi anche durante i mesi invernali o al mare o ai monti o in una di quelle magnifiche Stazioni idrominerali che ci sono invidiate da tutto il mondo. E allora bisognerà provvedere. Per fortuna, molti impianti esistono già. Le magnifiche nostre Colonie estive, illustrate dalla grandiosa Mostra di Roma, non dovranno più rimanere soltanto estive; bisognerà organizzarne una parte in modo da poter accogliere un sufficiente numero di frequentatori durante il periodo invernale e scolastico. Difficoltà? Ne esistono senza dubbio: ma certo non sono più gravi di quelle che si presentano per la soluzione di altri problemi. E se quello demografico è ritenuto veramente vitale, bisogna superarle. Anche qui si tratta di «credere, obbedire, combattere».

NEMO

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Tratto da "Le Vie d'Italia", agosto 1937

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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
All'inizio pensavo di averti perso.... poi nel leggere... :D

Chissà quel plastico ...sarà sparito in qualche rudera :scratch: Grazie Gigi!

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