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 IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANNA 
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
Proseguendo in ordine cronologico qui trovate l'articolo di giugno 1940.


Nello stesso numero è presente anche questo.

Per il nostro “Villaggio alpino”.

Con la contribuzione di Cento lire una volta tanto chiunque può acquistare il titolo di Fondatore del Villaggio. Ogni Fondatore, oltre a veder ricordato il suo nome, o quello della persona (vivente o defunta) cui intende rendere omaggio, neI Libro d’Oro del Villaggio, riceve in dono un’artistica targhetta attestante tale sua qualità. Si diventa Soci patroni versando una volta tanto cinquemila lire, offrendo, cioè, un reddito annuo di L. 250, che dà diritto al Patrono d’inviare al Villaggio ogni anno, per un mese, un bambino o una bambina aventi naturalmente i requisiti richiesti per l’ammissione, vale a dire l’assoluta povertà e gracilità.
Il gr. uff. Ettore Moretti, in occasione del ventennio di vita della nostra Colonia, ha inviato in questi giorni alla Direzione del Villaggio l’ammontare di altre quattro quote di Soci patroni, delle quali tre in onore delle AA. RR. Maria Pia, Vittorio Emanuele, Maria Gabriella, e una per onorare la memoria del nipote aviatore Carlo Marenghi, caduto nell’adempimento del proprio dovere.

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Tratto da "Le Vie d'Italia", giugno 1940

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mar mag 17, 2011 6:36 pm
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
Mario Tedeschi ritorna tra i bambini


Una lapide al Villaggio Alpino del T. C. I. ne ricorda l’ideatore e il fondatore


Allegato:
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Forse, lungo la vecchia strada militare che da Ganna, impennandosi d’un tratto nel verde, sale alle aggroppate case di Boarezzo e alla spaziata solitudine del Piambello, non s’era mai snodata una teoria di macchine così frequente e così varia come quella che, nel primo pomeriggio di domenica 2 ottobre, trasferì al Villaggio Alpino del Touring una insolita folla di visitatori. Solo per qualche sagra tradizionale, forse, o per qualche memorabile convegno alpestre, lungo il sentiero che s’inerpica dal fondo valle tagliando a più riprese il tortuoso nastro della rotabile, si era visto un così fitto muover di gente incamminata a raggiungere, per la via più sollecita, quel paesino dei piccoli sorto, come per incanto, nella quiete di un bosco a mezzo il monte.

Allegato:
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Fatto sta che, poco prima delle 16, sul piazzale maggiore del villaggio, nel sole ottobrino, ben tante furono le persone raccolte ai lati del composto gruppo di bimbi per partecipare alla celebrazione in memoria di Mario Tedeschi: l’indimenticabile animatore che, alla creazione e al divenire di questa opera di bontà, aveva dato, per lunghi anni, la sua opera alacre e generosa.
Nella folla dei convenuti, attorno al gruppo dei Familiari — mancante, purtroppo, della buona mamma Adele che una grave infermità costringeva lontana — erano le autorità, gli amici, gli ammiratori dello Scomparso: col dottor Lombardo, in rappresentanza del Prefetto di Varese, il Sindaco di Ganna ing. Comolli e i proff. Villa e Martello, rispettivamente Provveditore agli Studi e Ispettore scolastico della Provincia. Insieme al loro Presidente, i Consiglieri del Touring dott. Guido Bertarelli, ing. Bianchi, dott. Gerelli, avv. Giussani, comm. Vajani e un gruppo di funzionari e impiegati. Con un drappello di giovani, giunti a recare l’omaggio dei 15.000 già avvicendatisi come ospiti della Colonia, nel corso di trent’anni, il gruppo dei Patroni e dei Benefattori che al Villaggio dedicano la loro costante sollecitudine. E tanti altri che, prima, avevano variamente sciamato, con una inconsueta animazione, lungo i declivi o tra gli alberi, a scoprire o a riscoprire le piccole e grandi cose che fanno del nostro Villaggio Alpino un asilo di singolare bellezza.

Allegato:
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Una graziosa colonia, caratteristica per la molteplicità e la distribuzione dei suoi sparsi edifici nel ridente paesaggio silvestre. Un vero villaggio di montagna con le sue case, i suoi viali, le sue piazze, le sue zone fiorite, la sua fontana.
Centoventi bambini vi sono ospitati in quattro padiglioni di complessivi otto dormitori capaci di quindici letti ciascuno. Un grande fabbricato riunisce refettorio, cucina e servizi. Vicino ad esso, una bella casa alla valdostana dà alloggio alla famiglia del custode e serve anche da foresteria. Al sommo d’una breve scalea intagliata nel verde v’è la cappelletta che appare come la facciata di una chiesuola dominata dalla campana e dal cui cancello — un ricamo di ferro battuto — si ammirano l’altare e la Madonna che spicca bianca sullo sfondo di un delicato mosaico azzurro. E poi la scuola — un bell’ediflcio in posizione dominante, con tre aule, un museo didattico, una sala per le insegnanti e la direzione —; il vicino elegante padiglione dell’idroterapia, il cui interno è tutto uno splendore di cromature e di mosaici; il moderno ospedale, con annesso gabinetto dentistico e con una loggia coperta per la ricreazione dei piccoli convalescenti. Lungo i viali, una bizzarra costruzione in legno che sembra un abituro alpestre e non è che una legnaia; più oltre, su una specie di gradone al quale si giunge per un sentiero attraverso il bosco, il gruppo delle costruzioni rustiche: la stalla con portico e fienile, i porcili, il pollaio, le conigliere e, poco più in alto, le arnie di un alveare in mezzo al frutteto che si estende lungo il fianco della montagna fino ai campi di giuoco: due vaste spianate, queste, che segnano una gran macchia biancastra fra tanto verde.
Insomma, un incantevole angolo di mondo per la gioia e la salute delle centinaia di bimbi che, amorosamente accolti, seguiti e curati dalle “mammine”, vi si alternano in turni di due mesi durante il cielo scolastico, da novembre a giugno, e in turni di un mese durante l’estate da luglio a settembre.

Allegato:
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***

Quando, ad un cenno, fu fatta cadere la tela che copriva la targa ideata e modellata dallo scultore Giannino Castiglioni — egli pure fra i convenuti — e apparve l’effigie paterna di Mario Tedeschi in atteggiamento assorto, fu presente agli occhi di tutti, come vivo, il volto profondamente solcato dell’uomo assuefatto alle audacie e ai cimenti della montagna. E nitide, sul marmo, spiccarono le parole dell’epigrafe dettata dall’avv. Giussani: «Qui dove fiorisce la grande opera di bene - che fu al sommo dei suoi pensieri - Mario Tedeschi - infaticato apostolo di ogni elevazione spirituale - vigila sui piccoli ospiti - nel perenne fluire delle confortate miserie - delle rinfrancate speranze».

Allegato:
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Il Priore di Ganna e don Enrico Corbella, del Seminario Arcivescovile di Tradate, benedissero la lapide. Poi si dispose a parlare il dott. Guido Bertarelli, Consigliere del Touring e Presidente della Sezione di Milano del Club Alpino Italiano i due antichi e gloriosi Sodalizi ai cui nobili ideali Mario Tedeschi aveva dedicato il meglio di se stesso.
Dello Scomparso l’oratore rievocava la giovinezza esuberante e sdegnosa, protesa verso le ardue conquiste delle cime alpine, illustrando il repentino passaggio, che parve miracoloso, dall’amore quasi egoistico per le imprese individuali all’ideale e alla pratica dell’alpinismo di massa, del quale Mario Tedeschi divenne entusiasta propugnatore e pioniere. In questa sua opera di educazione popolare Egli non poteva non incontrarsi con un altro grande animatore-educatore: Luigi Vittorio Bertarelli. Con lui, infatti, stringeva ben presto rapporti di feconda collaborazione in seno al Touring Club Italiano, presso il quale, dopo alcuni anni di attività dedicata a potenziare il Turismo Scolastico e il Servizio Escursioni e Campeggi, doveva assumere, nel 1915, la carica di Segretario Generale.
Fu in questa sua qualità — ricordava il dott. Bertarelli — che Mario Tedeschi, durante la guerra 1915-1918, organizzò la distribuzione di doni in trincea ad opera del Touring, facendo pervenire ai combattenti centottantamila pacchi. E fu alla fine del 1918 che il Touring si trovò ancora possessore di 80.000 lire, residuo del fondo raccolto per la nobile iniziativa. Sorse allora una nuova idea: acquistare una piccola baita in una località alpina e condurvi ogni anno una ventina di orfani di guerra a riacquistare vigore e salute. Le belle idee, quando trovano un terreno come quello del Touring, si sviluppano per incanto: “nascono teneri virgulti e di lì a pochi giorni sono querce robuste e rigogliose”. Dal progetto della baita si arrivò ben presto a quello del Villaggio Alpino. E il Touring ebbe in Mario Tedeschi — entrato a far parte del Consiglio Direttivo del Sodalizio — il realizzatore dell’impresa.
Villaggio dei fanciulli sui monti! o, esclamava Giovanni Bertacchi, il poeta del Touring e del Villaggio, «colonia di case linde, luminose, raccolte in comunità familiare, per avvicinare le meno fonde e agiate fanciullezze nostre alla plaga dei climi salubri, dove nascono i fiumi della Patria! Qual sogno di poeta si precisò mai in simili contorni, senza nulla smarrire della sua nativa immensità?».
La fede di Mario Tedeschi suscitava una gara di generosi sostenitori della nascente istituzione: Giovanni Chini, il donatore dei primi 38.000 mq di terreno boschivo, la famiglia Pandini, la famiglia Sichirollo, Marco e Rosa De Marchi, Ettore Moretti, Pietro Fontana Roux, Federico Johnson, Luigi Vittorio Bertarelli, Giovanni Bognetti, Gerolamo Serina si unirono alla schiera numerosa dei Soci Patroni e Fondatori del Villaggio ammontanti a ben quattromila. E accanto a questi generosi, una schiera di educatori che si votarono all’opera assidua di assistenza e di amorosa guida dei piccoli ospiti: la signora Maria Fantoni Modena, la signora Adele Tedeschi, il prof. Angelo Sichirollo, direttore dell’organizzazione didattica, il dott. Alfredo Albertini, sovrintendente sanitario, coadiuvato dalla vigilatrice signorina Giuseppina Foglieni, la signorina Angela Mosconi, la signorina Teresina Bencetti.
Quando il crudele destino, nel 1944, volle privare il Villaggio della sua prima guida, il dott. Attilio Gerelli fu designato ad assumerne l’eredità morale e si fece convinto, alacre continuatore della benefica opera. Le forze preziose degli Amici vennero custodite e accresciute mentre a coordinarle si apprestava con entusiasmo un grande industriale filantropo: Ettore Moretti, oggi il “Papà del Villaggio”, fiancheggiato dai fedeli amici di Mario Tedeschi: Barberis, Lanzani, Lentesi, Mambretti, Marzio, Taccani, Tagliafico, Vitali.
Così, anche grazie a questa gara di generosi concorsi nel ricordo commosso di Chi più dette in fatica e in amore, il Villaggio continua la sua missione di bontà.
Finita la calda rievocazione del dott. Guido Bertarelli, prese la parola l’ing. Franco Tedeschi per ringraziare a nome dei Familiari e per ricordare, del padre suo, le virtù che egli dichiara di ammirare sopra tutte, quasi con senso di invidia, e cioè il senso dell’umana solidarietà e l’arte di suscitare intorno a sè tenaci amicizie: qualità che ispiravano imprese nobili e generose quale quella che dette vita al Villaggio Alpino.
Poi, dopo il commosso intervento di Antonio Miotto fattosi a rievocare i giorni della sua infanzia trascorsi al Villaggio, dove Mario Tedeschi prodigava la sua paterna assistenza, fu il Cavaliere del Lavoro Ettore Moretti a dire soprattutto, dell’intima gioia che ai Patroni e ai sostenitori del Villaggio deriva dalla coscienza dei sempre più grandi risultati conseguiti anno per anno a beneficio di un numero sempre maggiore di piccoli ospiti.
Un limpido coro di bimbi, guidati dall’ottima signorina Renata Maranesi, diffuse nel sereno i canti della montagna cari allo Scomparso, quindi la commovente cerimonia si avviò al suo termine con la distribuzione di un bel volume edito, in elegante veste tipografica, a cura e spese di Ettore Moretti, e dovuto all’opera della prof. Nuccia Cagna: “Il sogno di tre betulle”. Una poetica storia che, splendidamente illustrata a colori da Antonio Rubino, riporta alle origini del Villaggio e ne celebra le vicende, narrando, con spunto di fiaba, come dalle tre betulle, dritte in esile gruppo sulla piazza della fontana, sia partito trent’anni or sono, il messaggio di bontà raccolto da Mario Tedeschi, e come da quel messaggio sia scaturita l’idea che, fra i remoti boschi del Piambello per forza d’amore, ha dato vita alla confortante realtà di oggi.

CESARE CHIODI


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Tratto da "Le Vie d'Italia", novembre 1949

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mer mag 18, 2011 2:23 pm
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
Ho appena parlato adesso con la signora di Milano Rachele Bramini, che nel 1942 ha passato un mese al Villaggio....

Ha fatto un mese estivo, e anche lei come molti in quel mese ha "preso" 4 kg!!! :happy3:

Appena le sarà possibile mi manderà la sua pagella che il TCI rilasciava a fine mese...

Grazie

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Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Vivi come credi. Fai cosa ti dice il cuore…ciò che vuoi…. una vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali. Canta, ridi, balla, ama….e vivi intensamente ogni momento della tua vita…. Prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi. (Charlie Chaplin)




mer mag 18, 2011 7:41 pm
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
Qui l'articolo di agosto 1951 sui trent'anni del Villaggio Alpino

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gio mag 19, 2011 12:37 pm
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
LA CELEBRAZIONE DEL SESSANTENNIO DEL T.C.I.

E UNA SOTTOSCRIZIONE A FAVORE DEL VILLAGGIO ALPINO


Com’è stato già annunciato, la Presidenza e il Consiglio Direttivo hanno da tempo deciso di celebrare con un complesso di iniziative e di solenni manifestazioni il sessantesimo anniversario della fondazione del Sodalizio. L’anniversario cadrà l’8 novembre 1954, ma assai probabilmente la celebrazione sarà, anticipata alla prima metà di ottobre 1954.


[...]


La sottoscrizione per l’ampliamento del Villaggio Alpino.
Nel quadro delle manifestazioni del Sessantennio sarà inclusa la solenne inaugurazione delle opere di ampliamento e rinnovamento progettate presso il “Villaggio Alpino del T.C.I.” per ricordare il dott. Attilio Gerelli che appunto al Villaggio dedicò vive affettuose cure durante gli ultimi anni della sua appassionata attività di Consigliere del Sodalizio.
È sempre in corso, a questo fine, la sottoscrizione promossa dalla nostra Presidenza e aperta a tutti coloro che intendono rendere omaggio alla memoria del dott. Gerelli contribuendo, in nome di Lui, al potenziamento della benefica istituzione che Gli fu particolarmente cara.
A seguito, poi, della recente sciagura, di cui è rimasto vittima per tragico incidente automobilistico nello scorso giugno il Direttore del nostro Servizio Organizzazioni Turistiche rag. Ferrante Fantoni-Modena, il Consiglio Direttivo del Sodalizio ha pensato di destinare alle opere di ampliamento del Villaggio Alpino anche le offerte già pervenute e che perverranno da parte di quanti desiderano onorare con un duraturo e tangibile segno la memoria del valoroso collaboratore immaturamente scomparso.
Anche il nome di Ferrante Fantoni-Modena sarà così perennemente ricordato presso il Villaggio Alpino che ebbe come Direttrice per lunghi anni la benemerita madre di Lui, signora Maria Favizza, e del quale lo stesso nostro compianto Dirigente fu affezionato e fedele amico.
A tutti gli innumerevoli Amici ed estimatori del dott. Gerelli e del rag. Fantoni-Modena, a tutti coloro che conoscono quella meravigliosa benefica oasi di pace e di gioia che è il Villaggio Alpino del T.C.I., a tutti i Soci rivolgiamo un caldo appello perché vogliano unire il loro nome a quello delle generose persone che già hanno sottoscritto.


In memoria di Attilio Gerelli.
Somma raccolta . . . . . L. 1.419.290


In memoria di Ferrante Fantoni Modena.
La Presidenza e il Consiglio del T.C.I. perché il nome di Ferrante Fantoni-Modena sia perennemente ricordato al Villaggio Alpino, che ebbe fra le sue prime educatrici la mamma Sua signora Maria Ravizza Fantoni-Modena . . . . . L. 500.000
La famiglia Fantoni-Modena e i congiunti Schiariti, Anau, Salmojraghi e Agustoni . . . . . L. 150.000
Rita e Cesare Chiodi . . . . . L. 10.000
Elena e Giovanni Mira . . . . . L. 5.000
dr. Luigi Rusca . . . . . L. 5.000
rag. Giovanni Barbieri . . . . . L. 5.000
I Dirigenti e il personale del Touring Club Italiano; il Direttore e il personale dell’Istituto Sperimentale Stradale del T.C.I. e dell’A.C.I . . . . . L. 86.350
La Società per azioni Alberghi Turistici . . . . . L. 300.000
I vecchi amici: Erberto Barberis, Arturo Cenderelli, Cleto Lanzani, Carlo Mambretti, Giovanni Marzio, Maria Teresa Sichirollo, Franco Tedeschi, Achille Tagliafico, Franco Vitali, che di Ferrante furono compagni fraterni nei primi passi sulla montagna; che più tardi ne apprezzarono la meritoria appassionata attività che oggi ne piangono amaramente l’immeritata immatura scomparsa; vogliono ricordarlo in un’opera buona cara al Suo cuore generoso . . . . . L. 100.000
Elena, Teresa, Luigi e Giulio Zucchinetti, Milano . . . . . L. 20.000
N. N. . . . . . L. 500
Cecilia e Mario Piretti, Bologna . . . . . L. 1.000
dr. Elio Rinonapoli, Console del T.C.I., Padova . . . . . L. 1.000
dr. rag. Michele Lerda, Torino . . . . . L. 2.500
Maria, Francesca ed Elda Loro Piana, Quarona Sesia . . . . . L. 20.000

Totale . . . . . L. 1.206.350


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Tratto da "Le Vie d'Italia", settembre 1953

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Qui l'articolo apparso sul numero di novembre 1953.

Sullo stesso continua l'elenco delle sottoscrizioni

Per l’ampliamento del Villaggio Alpino.

Le sottoscrizioni hanno finora raggiunto le seguenti cifre:

in memoria di Attilio Gerelli,
somma precedente . . . . . L. 1.481.840
Guido De Angelis, Milano . . . . . L. 1.200

Totale . . . . . L. 1.483.040

in memoria di Ferrante Fantoni-Modena,
somma precedente . . . . . L. 1.409.217
rag. Elia Bezzi, Milano . . . . . L. 2.000
dr. Giuseppe Bruni, Varese . . . . . L. 1.000
rag. Pacifico Cortenova, Castello s/Lecco . . . . . L. 2.000
dr. Antonietta Figini, Genova . . . . . L. 1.000
Enrichetta Fadigati, Milano . . . . . L. 5.000
ing. Aldo Gagliardi, Oleggio . . . . . L. 2.000
avv. Camillo Giussani, Milano . . . . . L. 5.000
Lorenzo Jarach, Torino . . . . . L. 300
Riccardo Molinari, Mantova . . . . . L. 2.000
Franco Noseda, Milano . . . . . L. 5.000
Anna M. Perocco Della Meduna, Loncenigo . . . . . L. 2.000
Enrico Carlo Perogalli . . . . . L. 500
Giulio Rosselli . . . . . L. 1.550
Rosa e avv. Edoardo Serina. Console del T.C.I., Milano . . . . . L. 5.000

Totale . . . . . L. 1.443.567


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Tratto da "Le Vie d'Italia", novembre 1953

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Allegato:
1956-01.jpg
1956-01.jpg [ 327.97 KiB | Osservato 6697 volte ]



Villaggio alpino

In memoria di Attilio Gerelli
somma precedente . . . . . L. 1.738.444
Ferruccio lacobelli, Selci . . . . . L. 300

Totale . . . . . L. 1.738.744


In memoria di Ferrante Fantoni Modena
somma precedente . . . . . L. 1.745.000
Giuseppe Brunelli, Capo Console T.C.I., Lecce . . . . . L. 1.000
Caterina Della Donna, Padova . . . . . L. 400
Maria Fantoni Modena, Milano . . . . . L. 5.000
Gallotti Canzio e famiglia, Leggiuno . . . . . L. 2.000

Totale . . . . . L. 1.753.400


Altri versamenti
somma precedente . . . . . L. 6.543.045
Ettore Bassan, Roma . . . . . L. 200
Pierino Bernabò, Milano, ex ospite . . . . . L. 3.000
prof. Giulio Bisconcini, Roma . . . . . L. 1.795
Renato Bonanni, Roma . . . . . L. 250
Ermengarda Carinelli, Lodi . . . . . L. 2.000
dr. Achille Carpani, Mondovì . . . . . L. 2.250
Arturo Cerboncini, Firenze . . . . . L. 900
Giuseppe Cerutti, Milano . . . . . L. 1.350
dr. ing. Filippo Cesaris, Acquate di Lecco . . . . . L. 950
conte ing. Lauro Chini, contessa Edera Branchi, contessa Reana Chini, in memoria della mamma Angelina Regazzoni ved. Chini . . . . . L. 200.000
Andrea Chiodi, Alessandria . . . . . L. 2.000
ing. Mario Colli, Milano . . . . . L. 3.000
comm. Attilio Coen, Roma . . . . . L. 1.850
avv. Ottorino Conti, Milano, in memoria di Mario Pandini . . . . . L. 5.000
Cesare Cottalorda, Bordighera . . . . . L. 400
Giorgio Cristalli, Caracas (Venezuela) . . . . . L. 1.200
Angelo David, Bolzano . . . . . L. 20.000
Tullio Del Corno, Cavriglia . . . . . L. 1.000
Antonio Ferrario, Gallarate . . . . . L. 550
cap. Ermando Gadina, Vercelli . . . . . L. 500
Massimo Garbagnati Milano . . . . . L. 500
Paolo Gay, Console T.C.I., GenovaPrà . . . . . L. 5.000
Giovanni Genta, Savona . . . . . L. 400
Camillo Grassi, Milano . . . . . L. 1.000
comm. Ambrogio Grugnola, Milano . . . . . L. 5.000
Luis F. Lanata Coudy, Bonn (Germania) . . . . . L. 5.270
Benedetto Laufranconi, Genova-Voltri . . . . . L. 380
Francesca Loro Piana, Quarona Valsesia . . . . . L. 900
Emma Magaldi, Roma . . . . . L. 1.000
Giuseppe Manenti, Milano . . . . . L. 2.200
Luigi Manzi, S. Foca di Pordenone . . . . . L. 1.000
Giovanni Molteni, Rebbio . . . . . L. 700
Elena Moratti, Medole . . . . . L. 1.000
Attilio Neri, Milano . . . . . L. 50.000
N.N., Milano . . . . . L. 1.500
Teresa Oltolina in Bellinzoni, Milano . . . . . L. 10.000
Marco Parino, Treviglio . . . . . L. 1.000
Sante Pavan, San Paolo (Brasile) . . . . . L. 10.000
Antonio Richiardi, Dusino S. Michele . . . . . L. 400
rag. Ottone Rossi, Milano . . . . . L. 2.250
Orlando Salvigni, Imola . . . . . L. 1.350
Antonio Tavelli, Sierre-Valais (Svizzera) . . . . . L. 4.600
rag. Piena Verdi Vighetti, Roma . . . . . L. 1.250
dr. Pierluigi Viola, Milano . . . . . L. 800
geom. cav. Carlo Zoleo, Console T.C.I., Napoli . . . . . L. 3.700
un gruppo di Soci torinesi in visita al Touring . . . . . L. 25.000

Totale . . . . . L. 6.927.430

Totale complessivo . . . . . L. 10.419.574


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Tratto da "Le Vie d'Italia", gennaio 1956


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Villaggio Alpino

In memoria di Attilio Gerelli
somma precedente . . . . . L. 1.738.744
Angelo Ferrandi, Roma . . . . . L. 600
Giuliano Siega, Trieste . . . . . L. 1.000

Totale . . . . . L. 1.740.344


In memoria di Ferrante Fantoni Modena
somma precedente . . . . . L. 1.753.400
Luisa Fantoni Modena, Milano . . . . . L. 5.000
Sante Pavan, Sao Paulo (Brasile) . . . . . L. 10.000

Totale . . . . . L. 1.768.400


altri versamenti
somma precedente . . . . . L. 6.927.430
ing. Augusto Luigi Arcari, Console T.C.I., Milano . . . . . L. 315
Banca d’italia, Roma . . . . . L.18.550
prof. Prospero Barbieri, Reggio Emilia . . . . . L. 50
cav. rag. Ugo Bianchi, Como . . . . . L. 450
Enrico Billour, Piani di Vallecrosia . . . . . L. 950
rag. Luigi Bonati, Roma . . . . . L. 250
Giuseppe Brunelli, Capo Console T.C.I., Lecce . . . . . L. 990
Luigi Bruno, Napoli . . . . . L. 2.000
per. ind. Giovanni Caccia, Busto Arsizio . . . . . L. 1.845
cav. rag. Carlo Cameli, Genova . . . . . L. 950
avv. Salvatore Chessa, Cagliari . . . . . L. 200
dr. rag. Giulio Comba, Torre Pellice . . . . . L. 200
dr. Pietro Crovetto, Milano . . . . . L. 300
rag. Edmondo De la Pierre, Biella . . . . . L. 450
Ermenegildo Di Lascio, Joao Pessoa (Brasile) . . . . . L. 838
Angelico Faggioli, Buenos Aires (Argentina) . . . . . L. 1.700
prof. dr. Santi Furnari, Messina . . . . . L. 950
gen. cav. di gr. cr. Italo Gariboldi, Roma . . . . . L. 250
Renato Gelsi Medeot, San Francisco (U.S.A.) . . . . . L. 10.124
Giovanni Genta, Savona . . . . . L. 350
Lewis Gutman, New York (U.S.A.) . . . . . L. 1.514
cav. dr. Giuseppe Iorio, Maddaloni . . . . . L. 950
Gaetano Lucconi, Certosa per Zeccone . . . . . L. 200
rag. Giantranco Maldifassi, Milano . . . . . L. 1.000
gr. uff. Pio Manza, Città del Vaticano . . . . . L. 1.000
Carlo Mortara, Roma . . . . . L. 150
Silvio Nicora, Varese . . . . . L. 350
Giuseppina Osorio de Castro, Setubal (Portogallo) . . . . . L. 5.000
dr. Vitaliano Peduzzi, Milano . . . . . L. 770
gen. gr. uff. Federico Romero, Torino . . . . . L. 1.000
Maria Louise Sadon Hudsyn, Bruxelles (Belgio) . . . . . L. 3.100
Antonio Scarpa, Milano . . . . . L. 330
Paolo Tomaselli, Sao Paulo (Brasile) . . . . . L. 7.897
rag. Fabio Zanchi, Pistoia . . . . . L. 250
rag. Luciano Zanetti, Padova . . . . . L. 50
Paola Zeppa, Fubine . . . . . L. 250

Totale . . . . . L. 6.992.953

Totale complessivo . . . . . L. 10.501.697


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Tratto da "Le Vie d'Italia", marzo 1956


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Villaggio Alpino

In memoria di Attilio Gerelli
somma precedente . . . . . L. 1.740.344
Antonietta Avella De Raffo, Buenos Aires (Argentina) . . . . . L. 1.150

Totale . . . . . L. 1.741.494


In memoria di Ferrante Fantoni Modena
somma precedente . . . . . L. 1.768.400
Giuseppe Brunelli, Capo Console T.C.I., Lecce . . . . . L. 725
Spartaco Viscardi, Milano . . . . . L. 1.000

Totale . . . . . L. 1.770.125


altri versamenti
somma precedente . . . . . L. 6.992.953
dr. Guido Bertarelli, Milano . . . . . L. 10.000
Mario e Cornelio Bianchi, Milano . . . . . L. 50.000
geom. Athos Bottoni, Ferrara . . . . . L. 250
Giulio Butti, Milano . . . . . L. 400
dr. rag. Aldo Caretti, Roma . . . . . L. 10.000
rag. Giuseppe Casé, Milano . . . . . L. 1.950
cav. dr. Giovanni Durante, Vedelago . . . . . L. 950
dr. Pina Galassi, Framura . . . . . L. 950
Giuseppe Ghirotti, Bondeno . . . . . L. 520
avv. Paolo Ghislanzoni, Milano . . . . . L. 2.000
dr. Carlo Giudicepietro, Roma . . . . . L. 950
Clementina Giuliano, Genova . . . . . L. 500
Carlo lametti, Cardano al Campo . . . . . L. 950
comm. rag. Saverio Indrio, Castellaneta . . . . . L. 50.000
Natale Lumini, Lodi . . . . . L. 10.000
Ennio Marenghi, Parma . . . . . L. 950
Rodolfo Mosetti, Trieste . . . . . L. 950
Vittorio Mosto, Genova-Quarto . . . . . L. 500
Giuseppina Osorio de Castro, Setubal (Portogallo) . . . . . L. 5.050
conte Lodovico Portalupi, Verona . . . . . L. 950
Alberto Ragusin, Yonkers-New York (U.S.A.) . . . . . L. 872
donna Maria Ricci, Roma, in memoria del rag. Renato Ricci . . . . . L. 5.000
Antonio Scanu, Dorgali . . . . . L. 515
cap. Egon Sottocorona, Treviso . . . . . L. 170
Renato Stabile, Trieste . . . . . L. 500
Philip H. Therrien, East Freetown-Mass. (U.S.A.) . . . . . L. 1.852
dr. Elia Tombini, Bergamo, in memoria del dr. Attilio Tombini . . . . . L. 3.000
Bruno Venezian Veneziani, Trieste . . . . . L. 1.000
Nelva Vignoli, Roma . . . . . L. 700
cap. Bozidar Zivec, Casarza della Delizia . . . . . L. 950

Totale . . . . . L. 7.155.332

Totale complessivo . . . . . L. 10.666.941


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Tratto da "Le Vie d'Italia", giugno 1956


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VILLAGGIO ALPINO

In memoria di Attilio Gerelli
somma precedente . . . . . L. 1.741.494
Manlio Micheli, Limbe (Nyasaland) . . . . . L. 600

Totale . . . . . L. 1.742.094


In memoria di Ferrante Fantoni-Modena
somma precedente . . . . . L. 1.770.125
Giuseppe Brunelli, Capo Console T.C.I., Lecce . . . . . L. 1.000
comm. Beniamino D’Acampora, Catanzaro . . . . . L. 10.000
Caterina Della Donna, Padova . . . . . L. 400
Margherita Della Donna, Padova . . . . . L. 400
Manlio Micheli, Limbe (Nyasaland) . . . . . L. 6oo

Totale . . . . . L. 1.782.525


altri versamenti
somma precedente . . . . . L. 7.155.332
gen. comm. Giuseppe Aimo, Casale Monferrato . . . . . L. 950
Lina Bandini, Mediano Ceretolo . . . . . L. 4.000
rag. Titta Beraldo, Genova . . . . . L. 950
Fioravante Bianchi, Leopoldville (Congo Belga) . . . . . L. 1.490
Giuseppe Brunelli, Capo Console T.C.I., Lecce . . . . . L. 1.670
Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Milano . . . . . L. 200.000
Cassa Provinciale di Lecce, Lecce . . . . . L. 15.000
Celestino Cappio, Campore di Vallemosso . . . . . L. 250
Giuseppe Cerutti, Milano . . . . . L. 1.100
Joseph Cusumano, Brooklyn N. Y. (U.S.A.) . . . . . L. 905
dr. Giuseppe Dal Negro, Sarasota (U.S.A.) . . . . . L. 572
Alfredo De Castelli, Console T.C.I., Monesiglio . . . . . L. 350
nob. Luigi De Ferrante di San Paolo, Roma . . . . . L. 700
ing. Nicola De Ferrari, Genova . . . . . L. 5.000
Gustavo Fantini, Bologna . . . . . L. 500
gen. cav. di Gr. Cr. Italo Gariboldi, Roma . . . . . L. 1.500
Mario Ghisio Erba, Roma . . . . . L. 1.000
Rudolf Glasar, Berlino (Germania) . . . . . L. 1.500
Camillo Grassi, Milano . . . . . L. 1.000
Savino Graziani, Roma . . . . . L. 1.500
dr. Umberto Grazioli, Novara . . . . . L. 1.000
Giuseppe Gristelli, Buenos Aires (Argentina) . . . . . L. 350
Luis F. Lanata Coudy, Bonn (Germania) . . . . . L. 8.910
rag. Alberto Levi, Sydney (Australia) . . . . . L. 1.750
rag. Renato Lissona, Bari . . . . . L. 100
Natale Lumini, Lodi . . . . . L. 5.000
Tommaso Magnani, Ostia Antica . . . . . L. 250
rag. Carlo Mambretti, Milano . . . . . L. 5.000
col. cav. Umberto Martinotti, Terni . . . . . L. 700
Enrico Massara, Novara . . . . . L. 1.000
avv. Paolo Meardi, Retorbido . . . . . L. 500
Tomaso Moro, Genova Quarto . . . . . L. 500
N. N. . . . . . L. 1.280
N. N. . . . . . L. 150
N. N. . . . . . L. 300
Domenico Pistamiglio, Torino . . . . . L. 200
Michael Provenzano, New York (U.S.A.) . . . . . L. 2.744
rag. Angelo Ravelli, Carmagnola . . . . . L. 470
Antonio Richiardi, Dusino San Michele . . . . . L. 200
Enrico Romanini, Roma . . . . . L. 200
Antonio Rossetti, Solothurn (Svizzera) . . . . . L. 1.800
rag. Ottone Rossi, Milano . . . . . L. 4.350
dr. Aldo Samengo, San Daniele del Friuli . . . . . L. 599
Edoardo Savino, Napoli . . . . . L. 270
Antonio Scanu, Dorgali . . . . . L. 200
Luigi Silvestri, Trieste . . . . . L. 540
Ermanno Sozzi, Vimodrone . . . . . L. 300
Vincenzo Spagnoli, Console T.C.I., Sant’Egidio alla Vibrata . . . . . L. 250
cav. prof. ing. Erwin Thomann, Zurigo (Svizzera) . . . . . L. 1.200
Giovanni Toncetti, Victoria (Australia) . . . . . L. 420
Antonio Tubello, Porto Marghera . . . . . L. 1.500
Un partecipante alla “settimana internazionale di studi sulla tecnica della circolazione stradale” a Stresa . . . . . L. 3.500
Bruno Venezian Veneziani, Trieste . . . . . L. 3.000
Pace Vittoria Zorri Rolandi, Domodossola . . . . . L. 2.000

Totale . . . . . L. 7.445.802

Totale complessivo . . . . . L. 10.970.421


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Tratto da "Le Vie d'Italia", dicembre 1956

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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
Festosa giornata sul Monte Piambello.

Il Villaggio Alpino del Touring, che sorge sulle pendici del Monte Piambello, ha vissuto lo scorso dicembre una festosa giornata per la numerosa affluenza di amici e patroni ivi convenuti per compiacersi dell’accresciuto sviluppo della sua benefica attività.
L’ampliamento compiuto col rifacimento del padiglione Pandini, consentendo al nostro Villaggio di accogliere durante i mesi invernali un numero di bambini doppio di quelli che vi erano ospitati negli anni passati, ha reso necessario il rinnovamento di impianti e di arredi, per adeguare l’organizzazione e i servizi della convivenza alle sue aumentate esigenze. Oltre all’arredamento delle nuove camerate, si è dovuto provvedere ad accrescere le suppellettili scolastiche, a perfezionare l’impianto di riscaldamento, a rinnovare e completare l’arredamento del refettorio, a dotare la lavanderia di un impianto moderno di lavatura meccanica.
La generosità di Papà Moretti ha dotato altresì il villaggio di alcuni mezzi educativi e di svago che sono stati particolarmente graditi nelle condizioni di isolamento in cui si trovano a vivere i bambini e lo stesso personale di servizio: una macchina cinematografica, un classico piano a coda, una pianola con numerosi rulli.
I canti dei bambini e degli ex allievi e un concerto di musiche classiche hanno conferito un’intima suggestione alla festa, che rimarrà certamente come un lieto ricordo in tutti i partecipanti.

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Tratto da "Le Vie d'Italia", febbraio 1956

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ven mag 20, 2011 11:33 am
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
Ora lo posso scrivere...domani per la terza volta ci sarà un servizio a cura di Alberto Mentasti di Rai 3 Lombardia, tra le 12.30 e le 13.00 su RAI 3 andrà in onda uno speciale di qualche minuto che racconterà la storia del Villaggio Alpino al monte Piambello.

Un saluto a tutti gli amici Valgannesi! :) :)

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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
Bellissimo il servizio di Alberto Mentasti su Rai 3.
Quattro minuti davvero intensi e commoventi da vedere e rivedere.

Bravo Paolo, ottimo lavoro, grazie.

Io, per il momento, ho finito il materiale recuperato sul Villaggio e il prossimo è l'ultimo articolo che ho.

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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
CRONACHE DELLA MEDICINA

I BIMBI E LA MEZZA MONTAGNA

di Aldo Saponaro

Vi indichiamo in questo articolo i concreti vantaggi che il bambino come il ragazzetto possono attendersi dal clima collinare e prealpino.
Accompagna il servizio una serie di fotografie scattate all’interno del Villaggio alpino creato dal Touring Club Italiano nel cuore del Varesotto, a 950 metri d’altezza.


Il clima di mezza montagna, fino a qualche tempo fa, era semplicemente considerato, come dice la stessa parola, una condizione climatica intermedia fra la pianura e l’alta quota. Se ne parlava come di una specie di clima “minore”, sotto il profilo biologico, riservato alle persone che, per una ragione o per l’altra, dovevano tenersi lontane dalle tentazioni della spiaggia pur guardandosi dalle insidie del clima alpino; quasi un rifugio messo lì a metà strada, apposta per chi, dovendo fuggire dalla città, non avesse fiato abbastanza per salire più in alto. Accadeva così che l’indicazione del clima di media altitudine, in pratica, non veniva posta quasi mai per scelta diretta, ma vi si arrivava piuttosto per esclusione.
Oggi questo modo di vedere le cose è sensibilmente mutato. La climatologia medica, infatti, tende sempre più a riconoscere al clima di mezza montagna una precisa individualità, con caratteristiche e indicazioni sue proprie, e a valorizzarne le specifiche proprietà salutari e terapeutiche. E ciò assume un’importanza particolare per i bimbi (e per i ragazzi), per i quali una volta il problema della villeggiatura poneva solo il dilemma fra il mare e i monti. I nostri figli, oggi, non li manderemo più in collina soltanto quando non sopportano la sferzata del clima rivierasco o se non possono affrontare l’aria pungente delle vette alpine; ma ve li manderemo soprattutto perché essi vi trovano, assai spesso, le condizioni ambientali più propizie al loro sviluppo e al loro irrobustimento.

Allegato:
Commento file: Il Villaggio montano che il Touring ha creato nel lontano 1926 per il fanciullo, sorge a diciotto chilometri da Varese,
è esposto al sole ed è dotato di una grande zona di rispetto ricca di alberi di ogni specie e di campi di gioco.

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1963-09-01.jpg [ 303.12 KiB | Osservato 6669 volte ]


Se le stazioni climatiche di mezza montagna — collinari, prealpine, o subalpine — vanno oggi acquistando un’importanza e una rinomanza sempre maggiori, questo accade anche perché esse presentano indubbiamente, sotto il profilo pratico, alcuni punti di vantaggio su quelle francamente alpine o marine. Il clima di media quota, infatti, per la maggior stabilità e moderazione di tutti i fattori atmosferici, si rivela meglio adatto a un soggiorno prolungato, e in qualunque stagione dell’anno, che non quello di alta montagna. Inoltre è meglio tollerato, perché quasi mai dà luogo a quei disturbi di acclimatazione (all’inizio) o a quei fenomeni di assuefazione (a lungo andare) che sono talvolta una spiacevole prerogativa degli altri climi, e in particolare di quello marino. In terzo luogo, essendo quasi esente, o più al riparo, dalle imprevedibili ripercussioni dei capricci meteorologici, esso consente, assai meglio dell’alta montagna, una più intensa e proficua vita all’aria aperta.
Ma qui vogliamo parlare soprattutto di quelle che sono, alla luce della moderna climatologia, le caratteristiche essenziali e le proprietà benefiche del clima di mezza montagna, di cui godono le località
poste a altitudini varianti fra i 500 e i 1000 metri.
La nota fondamentale consiste nell’armonica combinazione di quelli che possono essere definiti i fattori atmosferici e tellurici del clima. Questo, infatti, considerato sotto l’aspetto della sua influenza sull’organismo umano, è il risultato di un complesso di condizioni, che sono inerenti in parte all’atmosfera che sta sopra di noi e in parte alla natura del terreno su cui camminiamo. Tra le prime: la temperatura, la radiazione solare, la pressione barometrica, l’umidità, i venti, la luminosità, l’elettricità e la radioattività atmosferica. Tra le seconde: l’abbondanza e il carattere della vegetazione, il rilievo e la costituzione del suolo, il regime delle acque. Ora, in nessun altro clima, come in quello di media altitudine, esiste forse una tale ricchezza e una così favorevole fusione delle diverse componenti climatiche.

***


La prima benefica azione stimolante deriva dalla composizione dell’aria e dalla radiazione solare. L’aria è più pura, rispetto a quella di pianura, perché il pulviscolo atmosferico è assorbito dal fogliame; più densa di ossigeno e più povera di anidride carbonica, per la funzione respiratoria degli alberi; più ricca di ozono, prodotto anch’esso dai boschi; più trasparente e luminosa, per la scarsa o moderata umidità e la rarità delle nebbie. E per la stessa ragione è più intensa l’insolazione, specie l’irradiazione infrarossa e ultravioletta, e soprattutto in quelle località di pendio o di terrazzo che godono di una più felice esposizione al sole.
Quest’azione stimolante si manifesta a livello di tutti gli apparati vitali dell’organismo. Il sangue si arricchisce di corpuscoli rossi, per la maggiore attività degli organi destinati alla loro produzione. La respirazione si fa più ampia e profonda, con conseguente aumento degli scambi respiratori interni e quindi dell’ossigenazione dei tessuti. Si intensifica l’attività del cuore, il polso diventa più valido e più frequente, il sangue scorre con maggiore velocità. Tutti questi effetti tonico-stimolanti si traducono, nel modo più evidente, nell’aumento dell’appetito (e conseguentemente del peso), nel miglioramento del colorito, nella maggiore profondità del sonno: tutti fenomeni che osserviamo assai spesso fin dalla prima settimana del soggiorno.
Se la climatoterapia è forse, tra le risorse della medicina naturale, la più anticamente sfruttata, i mezzi scientifici ci permettono oggi di meglio prevederne e interpretarne gli effetti. Ma qualche zona d’ombra resta pur sempre. Pensiamo, per esempio, alla ionizzazione, cioè alla presenza di cariche elettriche nell’atmosfera, che in montagna raggiunge valori molto più elevati che in pianura. Noi non sappiamo ancora con precisione quali processi si producano nel tessuto polmonare o nel sangue allorché gli ioni respirati vi apportano le loro cariche elettriche. Ma sappiamo che inspirando aria ionizzata introduciamo sistematicamente nell’organismo, per mezzo delle vie respiratorie, quantità considerevoli di energia elettrica, che per la legge fisica della conservazione vi si trasformerà in altre specie di energia (termica, meccanica, chimica). E non possiamo dubitare che essa vi produca, in definitiva, un effetto salutare, sollecitando le energie vitali e accrescendo le capacità di resistenza contro le malattie.

Allegato:
Commento file: La ricchezza della vegetazione contribuisce in larga parte all’azione stimolante del clima di mezza montagna.
L’aria fra i 500 e i 1000 metri è pura, il bosco infatti agisce da vero regolatore termico.

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1963-09-02.jpg [ 325.96 KiB | Osservato 6669 volte ]


Non dimentichiamo, ancora, l’effetto benefico che esercita, specialmente sull’organismo giovane, l’abbassamento della temperatura. Il freddo deve essere considerato, in se stesso, un amico prezioso della nostra salute, in quanto eccita tutti gli apparati organici attraverso la sollecitazione dei centri termoregolatori: basta che esso non sia eccessivo e che lo si affronti con un graduale allenamento. L’organismo, infatti, reagisce allo stimolo del freddo mettendo in opera una catena di salutari riflessi di adattamento: le manifestazioni più evidenti sono l’aumento del tono e della vigoria muscolari, dell’appetito e della velocità della circolazione sanguigna.
E ricordiamo infine, tra le proprietà benefiche dell’aria, la specifica salubrità di cui essa gode nelle regioni particolarmente boschive (pini, eucaliptus), dove è impregnata di effluvi resinosi e di essenze balsamiche che hanno un effetto medicamentoso sull’apparato respiratorio.

Allegato:
Commento file: Intensa è poi l’insolazione, specie l’irradiazione infrarossa e ultravioletta,
in quelle località di pendio che godono di una felice esposizione al sole.

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Parlando di vegetazione, dobbiamo dire, del resto, che la sua influenza appare essenziale, anche sotto altri aspetti, nel determinare la qualità del clima di mezza montagna e i suoi effetti biologici sull’organismo.
Se prendiamo, ad esempio, i villaggi delle Prealpi piemontesi, lombarde e venete, vediamo che la regione è caratterizzata da una singolare e complessa vegetazione, la quale sembra quasi segnare un passaggio tra la vegetazione sempreverde mediterranea e quella più propria delle fredde montagne alpine. Il paesaggio vegetale, comunque, è dominato dal castagno e dal faggio che, a seconda delle stagioni, rivestono di colore diverso le pendici. Ora, il bosco, opponendo il valido schermo delle sue fronde ai venti, alla luce e all’irradiazione solare, smorza le tonalità più accese del clima e attenua i rigori e i calori estremi, agendo da vero regolatore termico. Esso esplica quindi un’azione calmante, sedativa e ritemprante sul sistema nervoso.
Ma si può dire che tutto l’elemento paesaggistico, inteso nel senso più lato, ha qui un’influenza preponderante, per la sua varietà e imprevedibilità, sugli effetti propriamente psichici del soggiorno climatico. Molli ondulazioni prative e vivaci ripiani coltivati si alternano con erti versanti, solcati da canaloni e rigati da lunghe balze e cornici rocciose. Larghe selle scivolano in pendii dove si abbarbica fitto il bosco delle latifoglie. Né mancano gole torrentizie veramente selvagge, e monti aspri e dirupati. Ne deriva una molteplicità e un equilibrio di stimoli sensoriali, che si traduce in un effetto psichico di riposo, di quiete e di distensione. E questo è argomento niente affatto trascurabile nella scelta di una villeggiatura climatica.

***


Gli effetti benefici del clima risultano naturalmente tanto più amplificati quanto più intensamente la vita può svolgersi all’aria aperta. E, come abbiamo detto, il clima di mezza montagna, per la scarsa umidità atmosferica, per la moderata ventilazione e per l’intensa irradiazione calorifica, ci offre le condizioni più favorevoli per realizzare questo ideale igienico.

Allegato:
Commento file: La dieta dei bimbi dovrà essere ricca, di alto valore calorico,
nutritivamente completa ed equilibrata, cioè facilmente assimilabile.

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Bagno d’aria e movimento fisico en plein air rappresentano una parte integrante della cura climatica. Essi costituiscono indubbiamente il migliore “antidoto” per combattere i danni recati all’organismo infantile dalla lunga sedentarietà della vita scolastica e dagli ostacoli che l’insufficiente permeabilità degli indumenti oppone, durante il resto dell’anno, alla funzione respiratoria della pelle.
L’aeroterapia, in particolare, è un’ottima pratica igienica quotidiana, che presso di noi non gode purtroppo il favore e l’onore che merita. Il bagno d’aria si effettua esponendosi pressoché nudi in una sedia a sdraio sotto una tenda protetta da tre lati. Si comincerà con esposizioni di pochi minuti, nelle ore meridiane di giornate asciutte con molto sole e poco vento; poi, una volta raggiunto l’adattamento, si potranno prolungare le sedute fino a qualche ora giornaliera e anticiparle alle ore del mattino. Il bagno d’aria ha un’azione tonica generale, stimola l’appetito, la digestione e la circolazione, e dà un senso quasi immediato di euforia. Esso può essere vantaggiosamente associato o alternato col bagno di sole.

***


Perché il soggiorno in un centro climatico raggiunga appieno il suo scopo, e i suoi benefici non vadano dispersi, è molto importante controllare la condotta di vita. Numerosi sono gli aspetti igienici che bisogna tener d’occhio durante la villeggiatura; ma vale la pena di soffermarsi almeno sulla sorveglianza dell’alimentazione e dell’esercizio fisico.

Allegato:
Commento file: Fra gli sport si darà la preferenza a quelli più leggeri,
che rappresentino piuttosto un costante movimento che uno sforzo dei muscoli.

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In tema di alimentazione conviene rispettare, per quanto è possibile, le consuetudini individuali e familiari; e anche, fin dove è lecito, gli impulsi suggeriti dall’istinto. Non si sforzino quindi i bambini ad andare contro le loro abitudini alimentari, né li si costringa a un regime standard. Dobbiamo accettare, tuttavia, alcune norme informative dettate dalla fisiologia. L’aria più stimolante, la più intensa attività muscolare, la necessità di recupero dell’organismo più o meno indebolito dallo sforzo scolastico, sono tutte valide ragioni per istituire una dieta ricca, di alto valore calorico, nutritivamente completa ed equilibrata. Ma dovrà trattarsi, nello stesso tempo, di una dieta essenzialmente “disintossicante”: tale, cioè, che sia facilmente assimilabile, che non richieda intenso lavorio digestivo e che non dia luogo a notevoli quantità di residui tossici.

***


Allegato:
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Per rispondere a questi attributi, l’alimentazione dovrà essere sostanziosa, sana, semplice, leggera, poco voluminosa e ricca di vitamine. In pratica, dovranno abbondare soprattutto i carboidrati: zucchero, miele, marmellata, biscotti, cioccolato e, in misura alquanto minore, farinacei e cereali in genere. Si ricordi che lo zucchero è un elemento particolarmente prezioso nei periodi di intensa attività fisica, perché svolge un ruolo fondamentale nei processi biochimici che accompagnano la contrazione muscolare. Altrettanto indispensabili sono, a un organismo in fase di accrescimento, le proteine di origine animale, che saranno rappresentate in modo particolare dalle carni magre, dal prosciutto, dalle uova e dai formaggi. Meno abbondante, ma anch’esso essenziale, sarà l’apporto di grassi, contenuti specialmente nel latte, nel burro, nell’olio, nella panna, nella frutta secca e nello stesso cioccolato.
La razione di vitamine e di sali minerali sarà assicurata, infine, da una congrua quantità di verdure e soprattutto di frutta fresca. Si evitino, invece, tutti gli alimenti indigesti: gli intingoli, le salse, i cibi piccanti, gli alcoolici.

Allegato:
Commento file: Ottimi i semplici esercizi di ginnastica eseguiti a corpo libero e all’aria aperta.
Al Villaggio del Touring la ginnastica ritmica è tenuta in grande onore.

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E veniamo all’esercizio fisico. Essendo fin troppo noti i suoi benefici, crediamo sia piuttosto il caso di esercitare un’opera di freno: intendiamo un’esortazione a non abusarne, a non esagerare, né in quantità né in qualità. Gli sforzi troppo prolungati o troppo frequenti, senza un adeguato intervallo di riposo, hanno lo stesso effetto intossicante delle ripetute indigestioni: le tossine della fatica, infatti, si accumulano nell’organismo senza che questo abbia il tempo di smaltirle. E fra gli sport, si dia la preferenza a quelli più leggeri, che rappresentino piuttosto un movimento che uno sforzo dei muscoli, e che siano adeguati, nei singoli casi, alla costituzione fisica del ragazzo e al suo grado di sviluppo e di allenamento.
Ottimi, anzitutto, i semplici esercizi di ginnastica eseguiti a corpo libero e all’aria aperta; oppure, per i più ambiziosi, quelli di cultura fisica razionale, che rappresentano il preambolo necessario e obbligatorio per la pratica di qualunque sport.

Allegato:
Commento file: Le passeggiate, le escursioni a titolo di utile e piacevole svago del corpo e dello spirito,
hanno notevolissima influenza sullo sviluppo del bambino.

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E poi, le passeggiate, le escursioni. Queste ultime, però, preferibilmente a titolo di utile e piacevole svago del corpo e dello spirito, piuttosto che con intendimento agonistico: dell’alpinismo vorremmo che si alimentasse nei giovani più l’elemento esplorativo, oltre che poetico e religioso, che non quello puramente atletico-sportivo. E non si affrontino mai escursioni troppo lunghe e faticose senza un’adeguata e graduale preparazione fisica. Prima di una marcia un po’ impegnativa, ci si limiti a un pasto leggero e poco ingombrante, anche se sostanzioso. Dopo la fatica, è consigliabile, a scopo disintossicante, un bagno caldo o la doccia, accompagnati da una buona bevanda calda. E non ci si sdrai immediatamente, alla fine della gita: anche il ritorno alle condizioni di riposo deve essere graduale.
E poi, ancora: il tennis, la pallavolo, il nuoto, la bicicletta.

***

Riassumendo, possiamo dire che il clima di mezza montagna abbina le proprietà tonico-stimolanti dell’altitudine con quelle riposanti e distensive del bosco e della ricca vegetazione; e ne assomma, dal punto di vista pratico, i vantaggi.
Crediamo che sia superfluo, quindi, precisarne dettagliatamente le indicazioni. Luigi Devoto, che fu un insigne igienista e volgarizzatore dell’igiene, scriveva che il clima di altitudine è propizio, per un soggiorno sia estivo che invernale, a tutta la gioventù sana: e disse tutto. Vogliamo soltanto aggiungere qualche parola su alcune indicazioni morbose che rivestono un’importanza particolare.

Allegato:
Commento file: L’ora del riposo pomeridiano. Anche i bambini nervosi, ansiosi, irritabili, che accusano un’insonnia ribelle,
ritrovano più facilmente nel buon clima di mezzamontagna il loro equilibrio fisico e psichico.

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I bambini nervosi, ansiosi, irritabili, che accusano un’insonnia ribelle, ritrovano più facilmente, nel clima di mezza montagna, il loro equilibrio fisico e psichico. Il paesaggio più vario, riposante e ridente, la maggior stabilità dei fattori atmosferici, la temperatura più costante lo rendono senz’altro preferibile, in questi casi, al clima schiettamente alpino. Per le stesse ragioni se ne avvantaggeranno i soggetti che soffrono di nevrosi cardiaca e di ipertiroidismo, e anche quelli affetti da depressione nervosa, ai quali deve essere evitato possibilmente lo shock di sbalzi termici troppo bruschi.

***


Un’altra indicazione specifica del clima di mezza montagna (e dell’aria di pineta in particolare) è quella che interessa i bambini che appaiano costituzionalmente predisposti alla tubercolosi o che presentano qualche manifestazione iniziale della malattia; e così pure quelli che accusano affezioni bronchiali o broncopolmonari frequentemente ricorrenti, o che soffrono di asma bronchiale.
Lo stesso impiego, infine, dei fattori integrativi del clima può essere commisurato, nelle stazioni di media altitudine, alle eventuali condizioni patologiche del soggetto. Così, per gli anemici, i depressi, i convalescenti di malattie infettive, la cura climatica dovrà essere integrata da una robusta cura d’aria e da un moderato e progressivo esercizio fisico. Quando si tratta, invece, di una forma grave di anemia o di un profondo stato di nevrastenia o di una condizione di intenso surménage fisico o intellettuale, il clima subalpino è l’ideale per istituire una cura di riposo, da attuare in una veranda o su un prato.
Quando non può essere esercizio salutare del corpo, la montagna è pur sempre una purificazione dello spirito, un invito alla contemplazione e alla fantasia.

ALDO SAPONARO

Fotoservizio di William Zanca

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Tratto da "Le Vie d'Italia", settembre 1963

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sab mag 21, 2011 12:30 pm
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
gigilugi ha scritto:
Bellissimo il servizio di Alberto Mentasti su Rai 3.
Quattro minuti davvero intensi e commoventi da vedere e rivedere.

Bravo Paolo, ottimo lavoro, grazie.

Io, per il momento, ho finito il materiale recuperato sul Villaggio e il prossimo è l'ultimo articolo che ho.



Grazie a te per tutti questi bellissimi articoli!!!

ciao Paolo

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sab mag 21, 2011 12:41 pm
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN




Oggi per tanti motivi che poi capirete è stata una giornata MOLTO densa di impegni ed emozioni, sin dalla mattina... questa intervista che considero FINALE (mai dire mai) riguardo il Villaggio Alpino fa parte di un percorso iniziato nel 2006, quando ancora non immaginavo a cosa andavo incontro, ma SAPEVO quello che VOLEVO, questa mia determinazione, questa voglia di non mollare "l'osso" mi ha portato a tante piccole e grandi soddisfazioni, i contatti con il Touring Club (grazie al comune di Cugliate) le ricerche spasmodiche in rete, quelle fatte direttamente in sede TCI a Milano, la prima visita ufficiale al Villaggio... e ancora il libro... l'intervista su La 6 e questa in Rai Lombardia.... insomma per tanti motivi considero questo percorso concluso.... ma lascio sempre aperta una porticina, quella della ricerca e dei contatti con chi da bambino è passato al Villaggio Alpino.

Desidero ringraziare TUTTE le persone che mi hanno dato una mano nel creare e far conoscere questa microstoria Valgannese....micro si...ma DENSA di grandi emozioni e di GRANDI personaggi che hanno fatto di tutto (a costo di enormi sacrifici) per mandare avanti il Villaggio.

Alla prossima...

Paolo Ricciardi

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sab mag 21, 2011 8:11 pm
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
Guardate cosa mi è arrivato !!!!

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Ringrazio Andrea Amadeo che è l'autore della lettera.

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lun giu 27, 2011 5:58 pm
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Messaggio Re: IL VILLAGGIO ALPINO DEL TOURING CLUB ITALIANO IN VALGANN
Mi viene da piangere.... :oops: :oops: :crybaby2: :crybaby2: :crybaby2: :crybaby2:

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