La cucina della Valganna
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La cucina della Valganna
Visto che arrivano le feste perchè non parliamo un po’ di cucina locale?
Ho ricercato qualche ricetta della zona e tralasciando i vari piatti generici come “ zuppa delle valli varesine “ o “ capretto delle nostre valli” ho trovato solo tre ricette che si rifanno alla Valganna e sono:
Patate di Marzio
INGREDIENTI: pasta di salame crudo, aglio, sale, pepe, olio extra vergine d'oliva o strutto, patate.
PREPARAZIONE : amalgamare per bene la pasta di salame, il sale, il pepe e uno spicchio d'aglio, quindi preparare delle palle della grossezza di una patata novella, avvolgerle nella retina di maiale e friggerle in olio caldo, oppure nello strutto.
Si sposano molto bene con le patate fritte tagliate a fettine e fritte nell'olio o nello strutto.
Rane alla moda di Ganna
INGREDIENTI: cosce di rana, farina, vino bianco, limone, prezzemolo, burro, sale, brodo.
PREPARAZIONE : mettere in padella le cosce di rana col vino bianco e farlo evaporare.
Aggiungere un cucchiaio di farina, una tazza di brodo preferibilmente vegetale e un
trito di prezzemolo. Lasciare cuocere sino a formare una crema, completare con il sugo di un limone e qualche ricciolo di burro
Riso e rape della Valmarchirolo
INGREDIENTI: rape, riso, brodo, patate, burro, prezzemolo, grana padano.
PREPARAZIONE : fate cuocere nel brodo le rape e le patate tagliate in forma eguale, meglio se a piccoli dadi, quindi aggiungete il riso e avendo cura di girarlo e controllare l'assorbimento del brodo fatelo cuocere.
Completate con burro, un trito di prezzemolo e, volendo, un cucchiaio di grana padano.
Tutte le ricette sono tratte da:
I nostri nonni mangiavano così, Macchione editore, Varese, 1997
Chi ne conosce altre?
Ho ricercato qualche ricetta della zona e tralasciando i vari piatti generici come “ zuppa delle valli varesine “ o “ capretto delle nostre valli” ho trovato solo tre ricette che si rifanno alla Valganna e sono:
Patate di Marzio
INGREDIENTI: pasta di salame crudo, aglio, sale, pepe, olio extra vergine d'oliva o strutto, patate.
PREPARAZIONE : amalgamare per bene la pasta di salame, il sale, il pepe e uno spicchio d'aglio, quindi preparare delle palle della grossezza di una patata novella, avvolgerle nella retina di maiale e friggerle in olio caldo, oppure nello strutto.
Si sposano molto bene con le patate fritte tagliate a fettine e fritte nell'olio o nello strutto.
Rane alla moda di Ganna
INGREDIENTI: cosce di rana, farina, vino bianco, limone, prezzemolo, burro, sale, brodo.
PREPARAZIONE : mettere in padella le cosce di rana col vino bianco e farlo evaporare.
Aggiungere un cucchiaio di farina, una tazza di brodo preferibilmente vegetale e un
trito di prezzemolo. Lasciare cuocere sino a formare una crema, completare con il sugo di un limone e qualche ricciolo di burro
Riso e rape della Valmarchirolo
INGREDIENTI: rape, riso, brodo, patate, burro, prezzemolo, grana padano.
PREPARAZIONE : fate cuocere nel brodo le rape e le patate tagliate in forma eguale, meglio se a piccoli dadi, quindi aggiungete il riso e avendo cura di girarlo e controllare l'assorbimento del brodo fatelo cuocere.
Completate con burro, un trito di prezzemolo e, volendo, un cucchiaio di grana padano.
Tutte le ricette sono tratte da:
I nostri nonni mangiavano così, Macchione editore, Varese, 1997
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" Scambiano la fiacchezza della loro anima per civiltà e generosità" ( Stendhal )
frenand
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Re: La cucina della Valganna
Bravo !! Era da un pò che volevo aprire un messaggio del genere, purtroppo la persona che voleva farlo si è data per dispersa...quindi!!
OTTIMA IDEA!!
OTTIMA IDEA!!
Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Vivi come credi. Fai cosa ti dice il cuore…ciò che vuoi…. una vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali. Canta, ridi, balla, ama….e vivi intensamente ogni momento della tua vita…. Prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi. (Charlie Chaplin)
Re: La cucina della Valganna
Per stimolare qualche contributo aggiungo:
Luccio del Ceresio stufato
INGREDIENTI: un pezzo di luccio di almeno gr 800 , 3 gambi di sedano, 2 carote, 6 cipolline, un bicchiere di vino rosso, sale e pepe, gr 50 di burro, 2 cucchiai di olio, farina bianca.
PREPARAZIONE : fare rosolare piano le verdure,poi toglierle e mettere il luccio lavato, asciugato e infarinato alzare il fuoco e far rosolare rapidamente. Versare il vino rosso, farlo asciugare e aggiungere due bicchieri d' acqua o di brodo di pesce o di rane, salare, pepare e rimettervi le verdure.
Far cuocere a fuoco moderato per un oretta perché il luccio è molto duro, passare al
setaccio il sugo e versare sul pesce.
Polpette di bottatrice del Ceresio
INGREDIENTI: una bottatrice, carote, sedano, cipolle, prezzemolo, aglio, salvia, uova, burro, pane grattugiato, vino bianco, olio extra vergine d'oliva, pepe.
PREPARAZIONE: si prepari un brodetto con carote, cipolle, sedano, e infine un bicchiere di vino bianco. In questo brodo si faccia cuocere la bottatrice già pulita, quindi le carni verranno tritate e le si userà per un impasto che comprende un uovo, mollica di pane ammorbidita, burro, trito di prezzemolo e aglio, sale e pepe. Formate delle polpette da rigirare in un battuto di uova e quindi nel pane grattugiato. Friggetele in olio extra vergine d'oliva.
Stufato di anguilla del Tresa
INGREDIENTI: 2 Kg di anguille, 50 gr di burro, 1/2 lt di vino bianco secco, 500 gr. di fagioli borlotti, 500 gr. di pomodori pelati, 30 gr. di prezzemolo tritato, 2 cipolle tritate, brodo, 2 foglie di alloro, 1 cucchiaio di concentrato sciolto in un bicchiere d'acqua, 2 foglie di salvia fresca, 1 chiodo di garofano, farina, sale, pepe.
PREPARAZIONE: spellare l'anguilla a tronconi di 5 cm, salare, pepare, infarinare e rosolare i pezzi con un po' di burro in un tegame, poi riporli nel forno non troppo caldo con la salvia e l'alloro per circa 1 ora. A cottura terminata, mettere i pezzi di pesce in un altro recipiente e tenere al caldo.
In un tegame rosolare leggermente le cipolle con un po' di burro, aggiungere un
chiodo di garofano e i pomodori pelati. Aggiungere ancora una spruzzatina di vino bianco e il brodo. Lasciar cuocere per circa un' ora con l'aggiunta del concentrato.
Dieci minuti prima della fine di questa cottura, aggiungere i fagioli già cotti in precedenza.
Riprendere l'anguilla scolata dal suo grasso e rimetterla a fuoco vivo col burro e col
vino bianco e far ridurre. Cospargere con l'aglio ed il prezzemolo e aggiungere il tutto alla salsa di pomodori e fagioli. Servire con polenta.
sempre da :
I nostri nonni mangiavano così, Macchione editore, Varese, 1997[/u][/u]
Luccio del Ceresio stufato
INGREDIENTI: un pezzo di luccio di almeno gr 800 , 3 gambi di sedano, 2 carote, 6 cipolline, un bicchiere di vino rosso, sale e pepe, gr 50 di burro, 2 cucchiai di olio, farina bianca.
PREPARAZIONE : fare rosolare piano le verdure,poi toglierle e mettere il luccio lavato, asciugato e infarinato alzare il fuoco e far rosolare rapidamente. Versare il vino rosso, farlo asciugare e aggiungere due bicchieri d' acqua o di brodo di pesce o di rane, salare, pepare e rimettervi le verdure.
Far cuocere a fuoco moderato per un oretta perché il luccio è molto duro, passare al
setaccio il sugo e versare sul pesce.
Polpette di bottatrice del Ceresio
INGREDIENTI: una bottatrice, carote, sedano, cipolle, prezzemolo, aglio, salvia, uova, burro, pane grattugiato, vino bianco, olio extra vergine d'oliva, pepe.
PREPARAZIONE: si prepari un brodetto con carote, cipolle, sedano, e infine un bicchiere di vino bianco. In questo brodo si faccia cuocere la bottatrice già pulita, quindi le carni verranno tritate e le si userà per un impasto che comprende un uovo, mollica di pane ammorbidita, burro, trito di prezzemolo e aglio, sale e pepe. Formate delle polpette da rigirare in un battuto di uova e quindi nel pane grattugiato. Friggetele in olio extra vergine d'oliva.
Stufato di anguilla del Tresa
INGREDIENTI: 2 Kg di anguille, 50 gr di burro, 1/2 lt di vino bianco secco, 500 gr. di fagioli borlotti, 500 gr. di pomodori pelati, 30 gr. di prezzemolo tritato, 2 cipolle tritate, brodo, 2 foglie di alloro, 1 cucchiaio di concentrato sciolto in un bicchiere d'acqua, 2 foglie di salvia fresca, 1 chiodo di garofano, farina, sale, pepe.
PREPARAZIONE: spellare l'anguilla a tronconi di 5 cm, salare, pepare, infarinare e rosolare i pezzi con un po' di burro in un tegame, poi riporli nel forno non troppo caldo con la salvia e l'alloro per circa 1 ora. A cottura terminata, mettere i pezzi di pesce in un altro recipiente e tenere al caldo.
In un tegame rosolare leggermente le cipolle con un po' di burro, aggiungere un
chiodo di garofano e i pomodori pelati. Aggiungere ancora una spruzzatina di vino bianco e il brodo. Lasciar cuocere per circa un' ora con l'aggiunta del concentrato.
Dieci minuti prima della fine di questa cottura, aggiungere i fagioli già cotti in precedenza.
Riprendere l'anguilla scolata dal suo grasso e rimetterla a fuoco vivo col burro e col
vino bianco e far ridurre. Cospargere con l'aglio ed il prezzemolo e aggiungere il tutto alla salsa di pomodori e fagioli. Servire con polenta.
sempre da :
I nostri nonni mangiavano così, Macchione editore, Varese, 1997[/u][/u]
" Scambiano la fiacchezza della loro anima per civiltà e generosità" ( Stendhal )
frenand
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Re: La cucina della Valganna
Visto che in altra parte si parla di grotte sapete che il " grandissimo " affinatore di formaggi
Guffanti Formaggi 1876
dice sul suo sito:
Quando il bisnonno Luigi Guffanti, nel 1876, iniziò a stagionare il Gorgonzola, la sua intuizione geniale fu l’acquisto di una miniera d’argento abbandonata in Valganna, in provincia di Varese. Là sotto, a temperatura e umidità costante tutto l’anno, il formaggio maturava talmente bene che Luigi non tarò a conquistare i mercati. I suoi figli Carlo e Mario, all’inizio del Novecento, esportavano fino in Argentina e in California, terre di emigrazione piemontese e lombarda. Massima attenzione alla qualità artigianale del prodotto caseario, passione per un accurato affinaggio costituiscono la tradizione che la famiglia Guffanti-Fiori si tramanda da cinque generazioni. L’esperienza accumulata sul Gorgonzola è stata via via traseferita alle Tome degli alpeggi ossolani, al Parmigiano Reggiano, a tutti i formaggi italiani e a quelli francesi, inglesi, spagnoli, svizzeri, portoghesi.
http://www.guffantiformaggi.com/
Argomento che si dovrebbe approfondire!!!
Guffanti Formaggi 1876
dice sul suo sito:
Quando il bisnonno Luigi Guffanti, nel 1876, iniziò a stagionare il Gorgonzola, la sua intuizione geniale fu l’acquisto di una miniera d’argento abbandonata in Valganna, in provincia di Varese. Là sotto, a temperatura e umidità costante tutto l’anno, il formaggio maturava talmente bene che Luigi non tarò a conquistare i mercati. I suoi figli Carlo e Mario, all’inizio del Novecento, esportavano fino in Argentina e in California, terre di emigrazione piemontese e lombarda. Massima attenzione alla qualità artigianale del prodotto caseario, passione per un accurato affinaggio costituiscono la tradizione che la famiglia Guffanti-Fiori si tramanda da cinque generazioni. L’esperienza accumulata sul Gorgonzola è stata via via traseferita alle Tome degli alpeggi ossolani, al Parmigiano Reggiano, a tutti i formaggi italiani e a quelli francesi, inglesi, spagnoli, svizzeri, portoghesi.
http://www.guffantiformaggi.com/
Argomento che si dovrebbe approfondire!!!
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frenand
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Re: La cucina della Valganna
frenand!!! Ottimo colpaccio...questa è proprio una notizia molto interessante... grazie
Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Vivi come credi. Fai cosa ti dice il cuore…ciò che vuoi…. una vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali. Canta, ridi, balla, ama….e vivi intensamente ogni momento della tua vita…. Prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi. (Charlie Chaplin)
Re: La cucina della Valganna
Questa ricetta la trascrivo pari pari come l'ho trovata. In fondo la nota bibliografica
carlo
PARO' DI GANNA
Ingredienti (dose per un parò):
1 uovo – 2 cucchiai di farina – 1 mela – zucchero quanto basta – latte – un pizzico di sale
Tagliate la mela a fettine piuttosto sottili e mettetela in una zuppiera insieme alla farina, al sale, allo zucchero, all'uovo e aggiungete, mescolando, una quantità di latte sufficiente per ottenere una pastella omogenea e non troppo liquida ne troppo spessa. Ungete con l'olio una padella antiaderente e poi versate l'impasto. Cuocete da una parte e poi dall'altra, facendo attenzione al momento di girare il parò. Alla fine spolverizzare con lo zucchero e servite tiepido
Piera
tratto da: La Comunità - n°38 Settembre 2008 – Periodico della Unità Pastorale della Valganna
carlo
PARO' DI GANNA
Ingredienti (dose per un parò):
1 uovo – 2 cucchiai di farina – 1 mela – zucchero quanto basta – latte – un pizzico di sale
Tagliate la mela a fettine piuttosto sottili e mettetela in una zuppiera insieme alla farina, al sale, allo zucchero, all'uovo e aggiungete, mescolando, una quantità di latte sufficiente per ottenere una pastella omogenea e non troppo liquida ne troppo spessa. Ungete con l'olio una padella antiaderente e poi versate l'impasto. Cuocete da una parte e poi dall'altra, facendo attenzione al momento di girare il parò. Alla fine spolverizzare con lo zucchero e servite tiepido
Piera
tratto da: La Comunità - n°38 Settembre 2008 – Periodico della Unità Pastorale della Valganna
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Re: La cucina della Valganna
Grazie Carlo!! 
Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Vivi come credi. Fai cosa ti dice il cuore…ciò che vuoi…. una vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali. Canta, ridi, balla, ama….e vivi intensamente ogni momento della tua vita…. Prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi. (Charlie Chaplin)
Re: La cucina della Valganna
Ottima ricetta il "parò".
Bel contributo
Bravo!
Bel contributo
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" Scambiano la fiacchezza della loro anima per civiltà e generosità" ( Stendhal )
frenand
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Re: La cucina della Valganna
ecco la ricetta della
Torta di Cunardo
Ingredienti
(Per 6 persone)
Latte: 750 ml
Pane raffermo: 200 g
Uvetta: 100 g
Zucchero: 75 g
Pinoli: 50 g
Uova: 3
Grana padano grattugiato: 2 cucchiai colmi
Sale: 3 g
Zafferano
Burro per la tortiera: 25 g
Pangrattato per la tortiera: 30 g
Amaretti sbriciolati
Spezzettare il pane o tagliarlo a dadini e metterlo in una terrina
Coprirlo con il latte tiepido e lasciarlo riposare per almeno 2 ore
Ammollare l’uvetta in acqua tiepida per 10 minuti
Strizzarla
Con una forchetta, schiacciare il pane per renderlo omogeneo
Unirvi le uova, il grana, lo zafferano, lo zucchero, l’uvetta, i pinoli ed un pizzico di sale
Amalgamare bene il tutto
unire gli amaretti sbriciolati
Imburrare una tortiera di 24 cm di diametro e cospargerla di pangrattato
Versarvi il composto preparato
Mettere in forno a 220°C e far cuocere per circa un’ora
Sfornare la torta e lasciarla raffreddare
e........... buon appetito
Re: La cucina della Valganna
Non voglio innescare una guerra tra paesi ma mi risulta che la " torta di Cunardo" si facesse per la festa patronale di san Giulio a Cugliate e cotta nel forno a legna del panettiere di cui non ricordo il nome.
A Cunardo i dolci si cuocevano dal panettiere Galett.
Chi ne sa di più?
Grazie
A Cunardo i dolci si cuocevano dal panettiere Galett.
Chi ne sa di più?
Grazie
" Scambiano la fiacchezza della loro anima per civiltà e generosità" ( Stendhal )
frenand
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Re: La cucina della Valganna
La torta che si faceva nella Valmarchirolo non era uguale a quella di Cunardo,infatti veniva cotta senza ingredienti dolci e quindi veniva servita come antipasto o come primo.frenand ha scritto:Non voglio innescare una guerra tra paesi ma mi risulta che la " torta di Cunardo" si facesse per la festa patronale di san Giulio a Cugliate e cotta nel forno a legna del panettiere di cui non ricordo il nome.
A Cunardo i dolci si cuocevano dal panettiere Galett.
Chi ne sa di più?
Grazie
Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero.
Re: La cucina della Valganna
Grazie per la puntualizzazione!Parsifal ha scritto:La torta che si faceva nella Valmarchirolo non era uguale a quella di Cunardo,infatti veniva cotta senza ingredienti dolci e quindi veniva servita come antipasto o come primo.frenand ha scritto:Non voglio innescare una guerra tra paesi ma mi risulta che la " torta di Cunardo" si facesse per la festa patronale di san Giulio a Cugliate e cotta nel forno a legna del panettiere di cui non ricordo il nome.
A Cunardo i dolci si cuocevano dal panettiere Galett.
Chi ne sa di più?
Grazie
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Re: La cucina della Valganna
gia' che siamo caldi ecco due ricette che non sono tipiche di un paese ma credo siano legate al mondo contadino e quindi anche alla Valganna comunque sono cibi che ho incontrato nella mia infanzia sia a Mondonico che a Cunardo
la "RUSUMADA"
INGREDIENTI
- un uovo
- zucchero
- vino rosso
si monta a neve il bianco dell'uovo ,si aggiunge lo zucchero e se il degustatore e' adulto il vino rosso
e la "PULENTA CUMUDADA"
- polenta a fette solitamente avanzata -
- burro fresco
- erba salvia
- aglio
- parmiggiano
- formaggio fontina o equivalente a dadini
- un bicchire di latte
in un tegame si fa sciogliere il burro che deve insaporirsi con l'erba salvia e l'aglio, si unisce il latte e si fa amalgamare per qualche istante
si prende una pirofila da forno la si imburra , si posano le fette di polenta si ricopre il tutto con grana ,si mette uno strato di fontina e si bagna con il burro fuso e latte ,si prosegue a strati alternando la polenta con il formaggio terminando con un generoso strato di grana.
Ora si mette in forno a calore moderato finche' non si forma una crosticina dorata
la "RUSUMADA"
INGREDIENTI
- un uovo
- zucchero
- vino rosso
si monta a neve il bianco dell'uovo ,si aggiunge lo zucchero e se il degustatore e' adulto il vino rosso
e la "PULENTA CUMUDADA"
- polenta a fette solitamente avanzata -
- burro fresco
- erba salvia
- aglio
- parmiggiano
- formaggio fontina o equivalente a dadini
- un bicchire di latte
in un tegame si fa sciogliere il burro che deve insaporirsi con l'erba salvia e l'aglio, si unisce il latte e si fa amalgamare per qualche istante
si prende una pirofila da forno la si imburra , si posano le fette di polenta si ricopre il tutto con grana ,si mette uno strato di fontina e si bagna con il burro fuso e latte ,si prosegue a strati alternando la polenta con il formaggio terminando con un generoso strato di grana.
Ora si mette in forno a calore moderato finche' non si forma una crosticina dorata
Re: La cucina della Valganna
No,no,no ....sono ricette troppo generiche perchè appartengono a tutta la Lombardia Occidentale. Con questo criterio se ne possono mettere migliaia e intasiamo il sito.....povero paoloric!loretta55 ha scritto:gia' che siamo caldi ecco due ricette che non sono tipiche di un paese ma credo siano legate al mondo contadino e quindi anche alla Valganna comunque sono cibi che ho incontrato nella mia infanzia sia a Mondonico che a Cunardo
la "RUSUMADA"
e la "PULENTA CUMUDADA"
Con lo stesso criterio metto anche la pizza che da cinquant'anni si mangia in tutta la valle anche se è un piatto ETNICO napoletano.
Al massimo si potrebbero aggiungere alcuni piatti tipici e celebrati della vicina Valcuvia.
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Re: La cucina della Valganna
d' altraparte ho confrontato la ricetta del riso e rape alla marchirolo con quella alla milanese e sembrano proprio parenti ,anzi direi che la vera ricetta cunardese (quella che cucinava la mia nonna) sia quella che ho trovato in un vecchio ricettario milanese, in dialetto milanese,
cosi' come la ricetta del paro' che avete proposto e' un'elaborazione moderna con l'aggiunta delle mele,perche' l'originale nasce come elaborazione della comune frittata e come tale non e' un dolce ma deve essere un secondo
