La discussione è vecchia ma il tema è sempre attuale. Venerdi scorso un ladro è entrato in casa di mio zio, che abita poco prima dell'abitato di Cugliate. Due sono i particolari interessanti:
1. L'orario. Il fatto è avvenuto verso le sei e mezza di sera.
2. La fuga. Il ladro non potendo uscire da dove è entrato (avrebbe incontrato mio zio) è scappato a piedi passando per i giardini di diverse propietà private. Quindi, con tutta probabilità, l'ospite è giunto a piedipresso l'abitazione o è stato accompagnato da un terzo e la successiva fuga dovrebbe aver seguito uno schema simile. Sono supposizioni, certo, che hanno suggerito la presenza di un minimo di organizzazione e, prima ancora, pianificazione.
Cercavo precedenti in merito ed ho trovato valganna.info tra i risultati. Ho pensato di riportare in auge la discussione non tanto per suscitare inutili allarmismi ma, piuttosto, per farmi portavoce di questo banale e scontato pensiero: non sottovalutiamo mai i rischi, soprattutto quando pensiamo che siano lontani dal concretizzarsi! Anche se usciamo a prendere il giornale, o se, da soli in casa, ci troviamo in giardino a tagliare la legna mettiamo sempre in conto la possibilità che qualche malintenzionato sia in attesa di sfruttare una nostra disattenzione. Nel caso di specie, non era stata chiusa la persiana della finestra del secondo piano. Il pensiero è stato"tanto chi vuoi che entri a quest'ora. In più si devono arrampicare, è al secondo piano. Poi tra mezz'oretta sono già a casa".
Ripeto, sono consigli banali e scontati.
